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lunedì 5 maggio 2014

RATMANIACI

Mio figlio Uno ha una peculiarità che rivedo in me: l'innamoramento facile e assoluto.
Vediamo se con queste foto, scattate in un giorno ordinario - oggi - mentre cercavo di dare un senso a questa casa che condivido con lui, vediamo se riesco a farvi venire un'idea:







Boba Fett è sopra solo perché è nuovo!

A parte il casino di casa..... sì, è lui: RATMAN disegnato dal maestro Leo Ortolani!!

Dunque partiamo dall'inizio. All'inizio del nuovo millennio m'imbatto per caso in questo fumetto ed è amore a prima vista. Non capisco più nulla, setaccio edicole e fumetterie (io, una così brava ragazza che mette piede in quei luoghi da nerd pallidi ed emaciati...), fino a che chiamo l'editore e gli dico: voglio tutti i fumetti che avete a magazzino. TUTTI!!
E loro mi spediscono il pacco e io inizio a leggere e poi me li metto in libreria e con lo sguardo perso sui loro dorsetti, a volte li contemplo a vanvera.

Succede che faccio tre figli e che il primo legga fumetti a manetta e si soffermi su Ratman. La maestra (che conosce il Ratto) dopo che l'Uno in prima elementare si era presentato (lo giuro non lo sapevo!!!) in classe col fumetto, mi ha preso da parte e mi ha detto: "Forse è meglio partire con Topolino...".

E così io ho fatto.

Dev'essere che io allora gli abbia detto che avrebbe potuto leggerli più avanti, intorno ai nove anni, pensando erroneamente che lui mai avrebbe segnato in agenda la data.
E invece NO. E' un anno che legge e rilegge e rilegge il Ratman. Ogni situazione familiare la cita come già letta in uno degli innumerevoli numeri. 
A volte mi rilegge brani di racconti che presi singolarmente non fanno ridere, ma lui a stento trattiene le lacrime. E mi insegue: in bagno, mentre vesto il Tre, mentre correggo i compiti al Due, ecc. ecc.

Non contento ha cominciato a disegnarlo ovunque:

Qui in un omaggio al proprio papà.
Addirittura in un recente laboratorio con Aoi Huber Kono, splendida artista giapponese, mi ha messo il Ratto:


Se questo non è innamoramento, cos'è?

Ma mi sono risollevata quando ho incontrato un'altra mamma con un figlio come il mio. Solo che l'altro ha 14 anni e dunque ora so quali saranno i prossimi passi, tra cui più visite alla mostra di Lucca sui fumetti. Pensavamo anche, con questa mamma, di mettere insieme un Gruppo Mamme per gestire al meglio questa devianza fumettistica.
(Naturalmente entrambe parlavamo cercando di non far emergere troppo la NOSTRA smisurata passione per il Ratto, tipo: "Eh, ma quel racconto con la Cinzia che.... non lo può capire!!", "Eh no! Forse potrebbero capire quello dove lui....").

Non sto a dirvi che l'abbonamento al Topolino a deciso di convertirlo con quello di Ratman.



mercoledì 30 ottobre 2013

BOWLING DI HALLOWEEN ovvero GLI ACRILICI DANNO SODDISFAZIONE

Domenica scorsa pioveva.
Era pomeriggio. Il Tre se la dormiva della grossa. L'Uno e il Due erano a giocare dal loro cugino. Io avevo diverse alternative:
stirare
stravaccarsi sul divano
colorare dei legni
Ecco, ha vinto l'ultima opzione.

Era da un po' che volevo provare gli acrilici sul legno grezzo e quale migliore occasione di Halloween.

L'idea originale l'ho presa da qui.
Ma, come spesso accade, l'ho variata.

COSA SERVE

  • 6 Pezzi di legno grezzi ma non eccessivamente scheggiati, che stiano in piedi
  • Acrilici vari
  • Indelebile nero
  • Scotch di carta

COME SI FA

Si dipingono i legni con gli acrilici. Avendone pochi colori, il bianco l'ho fatto con le tempere ad acqua molto dense, in modo da non far vedere la venatura.


Una volta asciutti ho dato loro dei volti. La cosa simpatica è caratterizzare molto i personaggi-legno.
Io ho fatto il fantasma (bianco), la zucca (arancione), lo scheletro (argento), la mummia (blu, avvolto da scotch di carta bianco), frankenstein (verde) e draculino (rosso).

Questo è il risultato:


Pronti in formazione!

Già ampiamente testati e molto apprezzati!!

venerdì 25 ottobre 2013

JASON ovvero LIBRI PER BAMBINI DAGLI 8 ANNI

Quando so di avere una mattina libera, di avere voglia di bere un tè e fare due chiacchiere in serenità, vado dal Tommaso.
Lui è un artigiano, incornicia cose. E poi vende libri. Lui ha solo libri che a lui interessano. Quindi quella signora che gli ha appena fatto incorniciare il pizzo per sua figlia e vorrebbe comprare per suo nipotino "uno di quei libri che fanno i rumori...", magari se ne va via con un Munari o un topopittore.

L'ultima volta che sono andata ho fatto una piccola incetta, cara Paola.
Come succede per i vestiti, succede anche per i libri e dunque compro novità per il novenne e riciclo spesso (non sempre!!) i libri vecchi per gli altri due.
Avere nove anni ed essere un buon lettore non è per nulla facile ( in un prossimo venerdìdellibro vi parlerò della saga estiva che abbiamo letto)! I titoli interessanti sono davvero pochi e poi, da mamma, mentre i libri più da piccoli te li leggi lì, velocemente in libreria e decidi se acquistarli, questi altri un po' più da grande devi andare ad intuito.

Intanto un suggerimento già ampiamente testato: leggete prima voi il libro! Perché? Intanto perché vedervi con un libro per loro li fa bramare e poi perché dopo potrete davvero confrontarvi in modo serio e a loro piace tantissimo.

Bando alle ciance, il libro è:

JASON
Le avventure di un supereroe paurosamente umano!
di B. Frandino e S. Misesti

- Salani ed. - 


La storia è semplice: un supereroe, del quale non si capiscono bene i poteri, alle prese con i temi 'tipici' del mondo bambinesco, ossia:
  1. gli altri supereroi (la Nonna Invisibile su tutti!)
  2. le invenzioni (da pannolini usati ad antizanzare)
  3. il cibo
  4. lo spazio interstellare
  5. lo sport ("Gareggiò nei centro metri con un treno Frecciarossa sulla tratta Milano Centrale - Milano Rogoredo.")
  6. la paura
  7. la scuola ("Jason aveva sempre la risposta per tutto. Tranne quando un bambino di otto anni gli chiese: Jason perché non ho mai voglia di fare i compiti?")
Con una belle veste grafica, molto colorato, con font diversi a secondo della situazione, il libro diventa molto accattivante. 
E' illustrato da Stefano Misesti. Non ho ancora letto il suo apprezzatissimo Maciste (e altre storie), ma dal Tommaso campeggia questa statuetta di Maciste. Che mi guarda. Mentre bevo il tè. E mi fa simpatia. Vorrei comprarla, ma mi piace molto che sia lì a guardarmi quando sono dal Tommaso... in sostanza dovrei comprarla per assicurami che rimanga lì.

Mi piacciono le sue linee pulite. Le ombre accentuate. Le sue buffe facce. 

Jason il mio Uno se l'è bevuto in una sera. E attende con impazienza gli altri che verranno.
Ve lo consiglio davvero e vi faccio leggere qui le prime dieci righe.

(qui avevo già fatto un piccolo elenco per lettori dai 10 anni)



mercoledì 23 ottobre 2013

CHI HA DETTO CHE LE MUMMIE NON CHIACCHIERANO?

Mo' non mi ferma nessuno. In un pomeriggio ho prodotto più che in un'intera stagione.
Complice il brutto tempo, sì certo.
Ma anche complice il pomeriggio con la casa infestata di amici. Perché dopo una certa età, succede così, che più bambini ti trovi per casa, più hai tempo di fare le cose. Crescono, si organizzano, fanno giochi di ruolo che durano ore.... ahhhh!

Dunque vado a presentarvi le mie mummie.
L'idea originale viene da qui.
Io l'ho rivista quel zic.
Primo strumento: fil di ferro. Ne ho usati due, uno più spesso e uno mooolto sottile. Suggerimento: usate quello molto sottile, magari lo avvolgete più volte, ma sarà molto duttile anche per i bambini.

Versione STRONG

Versione LIGHT

Poi potete prendere del cotone bianco. Io ho usato una vecchissima garza elastica, di quelle ingiallite dal tempo, per intenderci.
Le tagliate in strisce lunghe circo 50 cm e alte 1.5 cm e cominciando dalla testa avvolgetele. 
Un suggerimento: cominciate ad avvolgere dal mezzo della striscia in modo da fare un nodo finale con i lembi che avanzano e poi ricominciando coprendo man mano i nodi che si formano.


Inciccionite le parti da inciccionire, tipo pancia, piedi, mani.
E tadà!

1: "Belle le tue scarpe amico!"
2: "Secondo sarcofago a destra, in sconto!"
Oh, non stanno zitti un secondo!





venerdì 12 luglio 2013

IL VENERDÌ SI FA....

Il venerdì mezzogiorno non si ha voglia di cucinare il pranzo allora si fa un pic-nic.


Il venerdì dopo pranzo, sotto le betulle si decide di cambiare il colore alle unghie (vedi particolare foto qui in alto). E succede che il più piccolo ti dica che anche lui tanti anni fa quando era una femmina metteva lo smalto, se per favore potevo farglielo ancora provare.
Quindi il venerdì si colora di viola l'unghia del pollice di un bambino di tre anni.

Poi il venerdì si ozia, si raccoglie un sassetto, poi un rametto. E l'Uno che in questo è molto laborioso, comincia a produrre.





E dunque anche il Due capisce che il gioco è interessante, ma a suo modo:


Il venerdì con questa pace ci si addormenta anche se non si vuole e ci cerca di stare seduti per non cedere. Ma questi venerdì non si arrendono, ti fanno cedere (notare il particolare del pollice smaltato, please):




E nel silenzio totale con gli altri due bambini immersi nei loro giochi, camminare in cerca di non so che cosa e trovarsi addobbi sulle porte:


E un caffè. Col rumore dei pennarelli che strisciano sui fogli.



E pensare meno male che queste tre piccole anime tengono compagnia alla mia sgangherata animaccia.


venerdì 21 giugno 2013

SPIAGGIA MAGICA

E' stata Lisa stamattina a riportarmi da te, Miv.
Ti guardo mio caro blog, ogni volta che accendo il pc c'è lì il tuo bannerino, tranquillo.
Tu stai bene anche così, sei diventato grande, fai cose e accetti commenti indipendentemente dalla mia vicinanza.
Ma la Lisa ha questo potere di riportarmi a terra e organizzarmi, pratica totalmente sconosciuta per me.
Poi c'è questo libro, Paola, così bello e leggero e estivo.

SPIAGGIA MAGICA
di C. Johnson
- orecchio acerbo -


La storia è semplice: due bambini si trovano soli e un po' annoiati su una spiaggia. All'improvviso decidono, come molti bambini, di scrivere delle parole sulla rena. Al passaggio dell'onda però le parole si trasformano negli oggetti scritti...

L'ho visto in libreria questo libretto e l'ho lasciato lì. Poi l'ho ripreso in mano. L'ho rimesso giù. Vagavo in cerca di qualcosa ma quel libro mi aveva scelto, non so perché. L'ho letto e me ne sono innamorata. 
In genere non leggo mai le prefazioni, mi tolgono il gusto della scoperta, al limite le leggo alla fine e così ho fatto anche con questa. E così, leggendo la prefazione, ho capito perché amo questo libro.

I due bambini, Ann e Ben (già due nomi con un'assonanza musicale paurosa che nel leggerlo ad alta voce ai miei figli faticavo a dare loro la giusta differenza fonetica), sono due bambini beckettiani. Samuel Beckett è così per me visceralmente importante da aver chiamato mio figlio come lui, voi mi capite.
E questo libro in effetti, altro non è che un Aspettando Godot in chiave infantile. Molto fine nei rimandi con un lungo inizio sulla differenza tra leggere una storia e scriverla, tra soggettivo e oggettivo.
Poi però qui Godot arriva, nelle vesti del re. E subito si coglie la distanza tra questo ancestrale personaggio e i bambini, tanto che li scaccerà dal regno diventato ormai suo.

Poi c'è il tratto abbozzato (perché di bozze si tratta) dallo stesso autore, con le linee incerte, ma così in linea col racconto.



Crockett Johnson è famoso negli Stati Uniti per il racconto Harold and The Purple Crayon.
Qui lo potete sentire e vedere letto su youtube. L'inglese è semplice e davvero ne vale la pena.


mercoledì 31 ottobre 2012

BISOGNERA' PUR RIDERE.

I tempi sono cupi. Le giornate uggiose e fredde.
Una notizia però ha riscaldato le giornate ai miei gnomi.
La teacher ha dato il permesso all'Uno e ai suoi compagni di venire a scuola travestiti oggi, per festeggiare Halloween durante l'ora di inglese.
E' bastato questo per scatenare il delirio in casa.
Euforia a manetta. Prove costume con il saccone dei travestimenti fino a giungere a questo risultato:



Perchè poi scatta l'effetto catena. Se una cosa la fa uno, allora la fa l'altro e l'altro ancora.
Ma non è bastato questo.
Hanno pure cominciato a produrre a manetta pipistrelli, teschi e zucche, perché quest'anno mamma, facciamo a casa nostra la festa da Halloween.



E dunque ora scrivo solo due righe perché qui fervono preparativi.
Gli scettici di Halloween cominciano a tentennare. D'altro canto una cosa ho imparato nel mio viaggio negli Stati Uniti, cioè che loro amano divertirsi, è una cosa seria per loro il divertimento e ci si applica, mannaggia.
La nostra festa dei morti trasuda tristezza e cordoglio e penitenza ed espressione contrita. E per quanto ci stia tutto questo amalgama di sentimenti, non lo si può imporre ai bambini.
E' molto europea questa giornata. E come al solito tendiamo a guardare gli Stati Uniti come i vecchi genitori guardano dei bambini che corrono al cimitero. Sdegnati li riprendiamo mentre loro corrono semplicemente perché è bello sentire il rumore dei sassolini sotto le scarpe.


mercoledì 22 febbraio 2012

A CACCIA ovvero DISEGNARE SENZA ORPELLI

Questo fine settimana siamo andati ad un corso di illustrazione per bambini tenuto ogni volta da un autore diverso. Siamo andati a quello di Massimo Caccia, autore che amo molto.
Quindi, diciamo pure, che ho indotto i miei figli a seguirmi al laboratorio....

In primo luogo le presentazioni:


E poi il lavoro vero e proprio.
Siamo partiti col disegnare un bozzetto su foglio a4 e matita. Il soggetto doveva essere un animale "alla Caccia", lasciando interpretare ai bambini l'idea di cosa fosse un disegno "alla Caccia".
Poi, utilizzando gli acrilici (gli "acidi" secondo il Due!!) preparati da Massimo stesso nelle tonalità a lui consone, abbiamo colorato su cartoncino.
Oh, "acidi-acrilici"! Quanto mi piacete!! 
Mentre coloravamo gli chiedevamo le sue tecniche, il suo stile.
Ci ha precisato che lui non nasce illustratore. Durante una sua mostra i Topipittori l'hanno visto e gli hanno proposto un lavoro che lui ha accettato. Grazie Topi. Grazie.
Questi i nostri lavori:

Uno
Naturalmente ha molto insistito sul contorno nero che Due ha così interpretato:

Due

Mi piace quel suo mondo piatto, senza sbavature. Che toglie invece di aggiungere. Asciutto eppure così pieno. Denso di colore.
Ora l'Uno è nella fase "alla Caccia" in pieno: entra e esce dal sovraffollamento nella pagina. E di nuovo mi ritrovo spettatrice.


Qui pubblico la prime tre pagine del nuovo libro di Caccia. Senza parole. Io e il libro.


mercoledì 1 febbraio 2012

CON COSA ANIMARE UNA STORIA ovvero DARE L'ANIMA

Stasera preparo le cose per domani. Faccio la cartella, come dice l'Uno. E visto che ho tempo, vi faccio vedere cosa racconterò in seconda. Vi presento un mio caro amico, che per tante scuole mi ha accompagnato e che ha impaurito orde di pischelli.
Signori e signore: IL MOSTRO PELOSO


No, no, non mi applaudite. Non datemi da fare altri costumi, questo l'ha fatto la mia amica G. Grazie a lei le mie storie prendono vita, grazie al suo supporto e alla sua bravura, nulla è impossibile, i tessuti si piegano alla sua volontà e alla sua maestria. Davvero G. senza di te sarei persa.
Quell'anello sopra è in realtà la collana che mi appende il mostro al collo. Eh sì, il mostro è alto come me.

La CASA del mostro:



Il ripieno del mostro....

I palloncini....

... e il principe.
Il mostro peloso dopo aver mangiato il ripieno.


E gli amici del mostro:

Il Re.
La mitica Lucilla...

... con tutte le sue parti.

Ecco. La mia cartella è pronta.


E il mostro peloso pure......


Uaaaahahhahaha!!!
UAHHHAAAHAHHAHAHA!!!
(risata diabolica)

Il resto è solo sudore, divertimento e faccia di bronzo.

lunedì 30 gennaio 2012

GIUBIANA CASALINGA









Fiamma dritta.
Buona annata.
Non è colpa nostra se due giorni dopo ha nevicato.
E' la luna che è indietro di un mese.

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