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giovedì 26 aprile 2012

SUGLI ARCOBALENI e LE CASETTE

Risollevare il capo.
Guardare avanti.
Sorridere col corpo, atteggiamento di apertura. Dice la maestra Yoga.
C'è l'arcobaleno ogni giorno da queste parti.


Se guardate bene bene la foto, sullo sfondo a sinistra ce n'è un altro.
Fermare questo momento. Camminare seguendo i colori alla ricerca della pentola.
No, non li voglio i soldi.
Voglio una pentola piena di libri che fanno ridere, o anche solo sorridere.
Voglio giocare a pallone e scavare le buche. Salire sull'altalena e fare merenda al parchetto.
Ricominciamo con la nostra casetta.




Lettura libera.

Libera merenda.
Libero gioco.


(Anche qui qualche info in più)




venerdì 23 marzo 2012

BOLOGNA ovvero DI ALTRE FIERE

Ieri alla Fiera di Bologna, cara homemademmama, ho comprato questi libri:


Qui le prime tre pagine!



Poi... I portici. Il gelato. Il Nettuno. Le torri. Via Zamboni.



Da domani sulle Prime Dieci Righe ve li racconto tutti.
Adesso ho solo bisogno di ricordare il profumo del venticello e quei colori...

sabato 28 gennaio 2012

martedì 15 novembre 2011

COME TRASFORMARE UN LIBRO IN UN PAESAGGIO

Sto lavorando sui libri. Nel senso che mi ritrovo a fare delle cose che mi piacciono nelle scuole. E queste cose che mi piacciono hanno come tema i libri.
Dunque, ho studiato, ho guardato, ho preso appunti e ho realizzato coi bambini.
E questa è la prima realizzazione.


MATERIALE NECESSARIO 
Libri vecchi, brutti o doppi
(se non ne avete ve li procuro io, mia nonna divora due Harmony al giorno)
Forbici
Taglierino 
Colla

COME SI FA
La cosa più difficile è aprire il libro in mezzo in modo che rimanga aperto senza aiuto. Strattonatelo, piegatelo, picchiatelo, ce la farete.
Poi tagliate col taglierino una pagina all'inizio del libro.
La pagina servirà da foglio di lavoro.
Spiegate ai bambini che il margine bianco sarà il piedino su cui poggeranno gli elementi del paesaggio (non ho fatto foto, ma se riesco le aggiungo), il loro piedistallo e cominciate a tagliare. Per i bambini più lanciati è bello proporgli di non disegnare prima il soggetto, ma di tagliarlo direttamente, senza la pressione della verosimiglianza. Se no, disegnare il soggetto partendo dal margine bianco che poi verrà piegato e incollato, e infine tagliare.


Fate posizionare ai bambini i soggetti e vedrete come ognuno interpreta in modo totalmente diverso il proprio "terreno". Infine piegate il margine bianco e incollatelo alla pagina.
I personaggi possono essere ritagliati senza piedistallo in modo da poter entrare nel paesaggio e interagire con esso.



PS: Se usate gli Harmony, ricordatevi di sceglierla bene la pagina, perché la mia avrebbe fatto arrossire perfino il più sgamato diciottenne..... 



giovedì 20 ottobre 2011

ROBERTO DENTI ovvero SE MAOMETTO NON VA ALLA MONTAGNA

Chi è Denti?
Roberto Denti è uno scrittore. Roberto Denti ha 87 anni e da quarant'anni dirige la Libreria dei Ragazzi di Milano.
Sono anni che sbircio sul suo sito e mi dico vado. Ma poi non vado.
Così ieri lui è venuto da me, in una libreria qui da noi e mi sono detta o ora o mai più.

Com'è Denti?
Un appassionato. Un uomo di passione viscerale per i libri e per i bambini. Un milanese che ama Milano, come solo quelli che vengono da fuori la amano, vero Stima....

Cosa ha detto?
Mille cose, doveva parlare 40 minuti, ma dopo due ora eravamo ancora lì, appese alle sue labbra.
Ha esordito dicendo che i bambini devono leggere perché devono imparare parole sempre nuove, perché occorre imparare le parole per imparare a pensare. Ha detto che i bambini non hanno le croste addosso, come noi, per questo sono magici.
Ha detto che anche le parole sono come delle formule magiche: se dici a un bambino che la sedia è stanca di fare la sedia, lui ti guarda stranito. Ma se dici a un bambino: "C'era una volta una sedia che era stanca di fare la sedia..." allora il suo sguardo diventa incuriosito, perché la storia diventa vera.
Ha detto che il suo amico Gianni Rodari era solito dire che il verbo leggere non contempla l'imperativo.
Che anche quando vanno alle medie bisogna leggere ai propri figli, perché per loro l'atto di leggere e il piacere della lettura non sono legati in modo così scontato.
Ha detto che occorre fin da piccoli abituarli alle nobili illustrazioni, proporne sempre di diverse, citando un'incantevole Cenerentola di Innocenti:


Ha sparato a zero sui classici, dicendo che i bambini hanno tempi diversi da quelli di un classico e che occorre quindi cercare tra le nuove uscite i nuovi classici. Ha detto che è inutile far studiare i Promessi Sposi al biennio delle superiori, perché i ragazzi non lo capiscono e non lo amano (oh, quanto è vero....) e poi ha chiosato: "e poi basta richiedere sempre il riassunto!!".
Ha detto che l'Italia è l'unico paese in cui gli insegnanti pagano coi loro fondi la formazione, ed è l'unico paese in Europa in cui la Biblioteca Scolastica non è riconosciuta in modo istituzionale. Un famoso psicanalista infantile francese, ha detto, gli ha chiesto come facciamo noi italiani senza Biblioteche a scuola e lui ha risposto: "sopravviviamo". Poi il francese sarcastico gli ha chiesto: "I cessi li avete a scuola?".
Lui dice di aver risposto di sì, ma di aver omesso che la carta igienica la portano i bambini.
Questo è Roberto Denti.



Domani vi racconto dei libri che ci ha suggerito!

lunedì 26 settembre 2011

SULLO STARE, SULL'ESSERCI, SUL PENSARCI.


Stima, che strano questo settembre. Il freddo della mattina si perde nel caldo ancora colloso del primo pomeriggio. Le ginocchia degli Gnomi sono sempre terrose e nere e sui loro polpacci si disegna una cartina gibbosa di lividi e ponfetti di zanzara tigre e graffi. 
E' un settembre agostino, dicono, perché la luna è in ritardo di un mese.



I nostri pomeriggi passano veloci, rincorrendo gli amici e ascoltando le storie. 
La casetta svetta felice, aperta su tre lati, sfacciatamente ostentata.
La casa nuova ci attende, ancora si sta schiudendo e ho deciso che è inutile forzare la sua crescita. Piano piano si farà e noi andremo lì ad abitare. 
Mi siedo sull'erba rasata, che sa di timo.


I maestri insegnano sempre. Anche quando non sono più così vicini a noi. Anche questa cosa ho imparato questa settimana, ascoltando il racconto di una di loro.



La festa è finita, ma in realtà ho in corpo la leggerezza e la spensieratezza di un inizio.
E' stato un settembre di mutamenti drastici.
Abbiamo all'improvviso osservato il sentiero, molti ci seguivano con naturalezza mentre altri ci hanno volontariamente abbandonati e ne siamo rimasti storditi.

E io ho capito molte cose questo settembre.



La prima, o forse l'unica, è che solo le relazioni restano e incidono e smottano e aprono e aiutano.

Il resto, tutto il resto, è solo acqua che scorre....




giovedì 22 settembre 2011

BANDO ALLE CIANCE ovvero LIBERI DI LEGGERE 2!

Ok. Calma. Fare quadrato. Erigere muri. Proteggersi dalle tempeste.
Ma anche sbriciare fuori. Respirare. Osservare il cielo terso. Osservare il cielo terso.........

Siamo ripartiti. Da lunedì l'avventura di Liberi di leggere è riapparsa nel parchetto comunale. Questa volta l'associazione genitori fa solo il lavoro bello: mettere i libri, raccontare storie, proporre merende. Per il resto (la pecunia per affittare la casetta) ci pensa il comune. Oh!



Sì. La metto extra-large la foto, perché a me 'sta casetta riempie il cuore.
E la casetta, martedì pomeriggio alle ore 17 era così:



E fuori c'erano altri bambini, alcuni che andavano in altalena, prendevano un libro, ritornavano sullo scivolo, andavano a fare merenda, un andirivieni giocoso.
Mercoledì lettura animata (grazie mamma S.!!), plaid e merenda che non è bastata! Tanti erano i bambini che accorrevano.
Domani si fa il bis: due maestre della materna animeranno una storia e via a bere succhi e a mangiare pane e nutella.
E il cielo rimane terso.

Ehi, Paola, sempre di libri parlo, no?!

venerdì 8 aprile 2011

I VENERDÌ DEL LIBRO ovvero LANCIO DELLA CASETTA

Paola, più settimana all'insegna del libro non si può. E dunque per il tuo venerdì ti parlo di questi due  librin che ho conosciuto in questi giorni, che ho raccontato ai bambini a cui sono piaciuti tanto tanto.

In cortile di R. Francaviglia e M. Sgarlata


Libro in rima. Edizioni Coccole e Caccole (merita un giro!).
Pietro è un bambino viziato, soffocato dai regali. Un giorno riceve un super televisore mega schermo al plasma e nessuno lo schioda più di lì. Nel frattempo nel suo cortile succede di tutto: pirati che sbarcano con il galeone, mostri in cerca del loro unicorno, draghi e cavalieri, extraterrestri. Ma lui non se ne accorge, immerso nel tubo catodico. Finché una notte dei ladri gli rubano tutto il ciarpame televisivo...... oh.... e allora Pietro finalmente guarda fuori dalla finestra....


L'ultimo albero in città di P. Carnavas

Edoardo gira in città col suo triciclo e ogni pomeriggio va a trovare l'unico albero sopravvissuto al cemento. Un giorno l'albero viene abbattuto, ma il bimbo trova un ramo e gli viene un'idea geniale: pianta l'albero nel cestellino del suo triciclo e la città comincia a cambiare...

Un piccolo gesto quello di Edoardo, che suo malgrado invade un'intera città. Nel nostro piccolo, cara Paola, molto piccolo, è quello che sta avvenendo con Liberi di Leggere. Si interessano alcuni comuni all'iniziativa, perché la vogliono proporre sul loro territorio; si interessano le mamme e i papà dei comuni vicino al nostro, si interessano le mia amiche blogger (Carlotta e Lucia e Roberta e Akari e MammaC e tante altre...).
E poi si interessano i bambini che portano le mamme al parco e le insegnanti delle scuole vicine che vengono a vedere e i nonnetti che invece di seguire gli scavi dell'ennesimo cantiere, controllano che tutto vada bene e a loro modo anche i tredicenni del pomeriggio, seduti sullo schienale delle panchine, lanciano un'occhiata benevola alla striminzita casetta. Per non parlare dei libri donati, delle mamme coi sacchetti che rimpinguano gli scaffali.
Uao.
Riesco a dire solo questo.
Sono orgogliosa. Guardavo all'iniziativa tedesca e mi dicevo: ma loro sono tedeschi e noi italiani. E mi sbagliavo. 
Spesso ci fermano i pregiudizi su noi stessi. Autocensuriamo i nostri progetti ritenendoci incapaci di gesti civili. E invece no. Ci manca a volte solo il coraggio di fare il primo passo. 

Vi lancio una proposta, per chi voglia far conoscere l'iniziativa o, perché no, provarla sul proprio territorio, di mettere questo bannerino sul proprio blog. Da domenica sarà attiva una pagina che spiega passo passo l'intero progetto, anche nei dettagli organizzativi. L'unica accortezza che vi chiedo è quella di farmi sapere quando e dove metterete la vostra casetta (ma può essere un armadio, un pulmino, ecc ecc).
Mi piacerebbe che questa esperienza possa prendere piede, mappare l'Italia delle casette libere.



lunedì 4 aprile 2011

LIBERI DI LEGGERE ovvero QUANDO UN PROGETTO SI AVVERA

Eh sì, Stima, alla fine ce l'abbiamo fatta. Abbiamo la nostra casetta di legno.
Nonononono! Non abbiamo ancora il giardino, non la casetta degli attrezzi, ma la casetta dei libri.
Adesso ti spiego. E' un sabato mattina d'autunno. Una giovane donna (io. eheheheh!) legge un settimanale di arredo e vede un articolo su alcune biblioteche tedesche. Senza tesseramento. Aperte 24 ore su 24. Dove si può anche tenersi il libro che si è scelto, a patto di riportarne un altro. La giovane donna pensa. Anch'io. Anch'io voglio una biblioteca così. Lo comunica a una sua amica che invece di provarle la febbre le dice che ok. Si prova.


Passano i mesi e le due giovani donne (eheheh!) con altre giovani donne (ohohohoh!!) tramite l'associazione genitori di cui fanno parte lavorano all'evento. Alcuni dicono ma siete pazze, alcuni dicono che bellooooo, altri dicono un giorno e la casetta ve la bruciano i quindicenni.
Ma loro vanno avanti imperterrite. Il fronte istituzionale nella persona dell'assessore le appoggia e dà il permesso di mettere la casetta per una settimana al parco pubblico, vicino ai giochi, sotto gli alberi. Le nostre brindano con il succo, mentre si ritrovano la sera a preparare il mercatino di Natale.


Passano altri mesi, quelli più brutti, dopo la buriana natalizia. Il gruppo cerca disperatamente una casetta di legno dove mettere i libri. Ma voi avete idea di cosa costi una casetta? TANTISSIMO. Troppo per la nostra associazione minima. Passiamo in rassegna a tutti i brichi, i leroymerlin, i castorama, gli obi della provincia allargata. Solo una minuscola casetta è alle portata delle nostre tasche. Peccato che per montarla ci voglia un ingegnere, visto che è formata da pezzi poco più grandi del lego.
Sconforto, rassegnazione.
Ma l'assessore tuona: NO! DOVETE! E dal cappello ci tira fuori una casetta in affitto. TADA!


E qui inizia il mio momento light, Stima. Sabato mattina, sotto quel sole di primavera inoltrata, due papà e un nonno montano la casetta e noi, come ragazzine, non stiamo nella pelle e continuiamo a dirci: è bella vero? Nè che è bella? Caspita non pensavo fosse così bella! 
E domenica, sotto lo stesso sole, grazie agli scaffali recuperati da un papà e ai libri regalati dalle numerose famiglie che hanno creduto nella cosa, l'abbiamo allestita.


Apertura ore 9-19. Non abbiamo osato di più. Solo libri per bambini. Senza tesseramento. Si può prendere e riportare il libro oppure prenderlo, tenerlo e riportarne un altro.
Che bello. Che bello avere un'idea e piano piano vederla crescere. Affiancarla nei momenti difficili, ripensarla per il tuo territorio, discuterla e tentare in ogni modo di concretizzarla, per poi vederla lì, esplosa nella realtà. E che bello condividere le idee e magari doverle mutare rispetto ai tuoi desideri per incontrare ed accogliere quelli degli altri. 
In un momento di sconforto, noi giovani donne dell'associazione abbiamo consultato una pedagogista. Non sapevamo se la strada imboccata fosse giusta e lei ci ha detto: voi state facendo una cosa meravigliosa perché il vostro è un progetto di cambiamento culturale; non preoccupatevi se siete sempre 4 o 5 o 6, piano piano la cosa crescerà.
Già, crescerà... chissà, magari crescerà come è cresciuta questa casetta, piena di libri da leggere nel parco.




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