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lunedì 27 gennaio 2014

CICLOPE

Il ciclope è una figura affascinante.
Il più famoso rimane Polifemo.
Ai bambini è sempre piaciuto molto questo mostro.
A me hanno sempre fatto tenerezza, e non penso solo a me, visto il successo dei Minion:


O il nostro amato Placton:





E poi quell'occhione grande mi fa pensare al famoso e fatidico terzo occhio. Quello sopra di noi, in mezzo ai nostri occhi, quello che apre le coscienze.
Grandi occhi. Terzi occhi. 
E' un gran tema per me questo.

Quindi quando ho visto questo tutorial non ho potuto non provare a farlo.







Non trovate una certa somiglianza?

PS: Il Due domani lo porta a scuola, stanno facendo i cinque sensi e mi sembrava una bella occasione!

mercoledì 30 ottobre 2013

BOWLING DI HALLOWEEN ovvero GLI ACRILICI DANNO SODDISFAZIONE

Domenica scorsa pioveva.
Era pomeriggio. Il Tre se la dormiva della grossa. L'Uno e il Due erano a giocare dal loro cugino. Io avevo diverse alternative:
stirare
stravaccarsi sul divano
colorare dei legni
Ecco, ha vinto l'ultima opzione.

Era da un po' che volevo provare gli acrilici sul legno grezzo e quale migliore occasione di Halloween.

L'idea originale l'ho presa da qui.
Ma, come spesso accade, l'ho variata.

COSA SERVE

  • 6 Pezzi di legno grezzi ma non eccessivamente scheggiati, che stiano in piedi
  • Acrilici vari
  • Indelebile nero
  • Scotch di carta

COME SI FA

Si dipingono i legni con gli acrilici. Avendone pochi colori, il bianco l'ho fatto con le tempere ad acqua molto dense, in modo da non far vedere la venatura.


Una volta asciutti ho dato loro dei volti. La cosa simpatica è caratterizzare molto i personaggi-legno.
Io ho fatto il fantasma (bianco), la zucca (arancione), lo scheletro (argento), la mummia (blu, avvolto da scotch di carta bianco), frankenstein (verde) e draculino (rosso).

Questo è il risultato:


Pronti in formazione!

Già ampiamente testati e molto apprezzati!!

mercoledì 23 ottobre 2013

CHI HA DETTO CHE LE MUMMIE NON CHIACCHIERANO?

Mo' non mi ferma nessuno. In un pomeriggio ho prodotto più che in un'intera stagione.
Complice il brutto tempo, sì certo.
Ma anche complice il pomeriggio con la casa infestata di amici. Perché dopo una certa età, succede così, che più bambini ti trovi per casa, più hai tempo di fare le cose. Crescono, si organizzano, fanno giochi di ruolo che durano ore.... ahhhh!

Dunque vado a presentarvi le mie mummie.
L'idea originale viene da qui.
Io l'ho rivista quel zic.
Primo strumento: fil di ferro. Ne ho usati due, uno più spesso e uno mooolto sottile. Suggerimento: usate quello molto sottile, magari lo avvolgete più volte, ma sarà molto duttile anche per i bambini.

Versione STRONG

Versione LIGHT

Poi potete prendere del cotone bianco. Io ho usato una vecchissima garza elastica, di quelle ingiallite dal tempo, per intenderci.
Le tagliate in strisce lunghe circo 50 cm e alte 1.5 cm e cominciando dalla testa avvolgetele. 
Un suggerimento: cominciate ad avvolgere dal mezzo della striscia in modo da fare un nodo finale con i lembi che avanzano e poi ricominciando coprendo man mano i nodi che si formano.


Inciccionite le parti da inciccionire, tipo pancia, piedi, mani.
E tadà!

1: "Belle le tue scarpe amico!"
2: "Secondo sarcofago a destra, in sconto!"
Oh, non stanno zitti un secondo!





lunedì 21 ottobre 2013

COME FARE STELLINE DI LEGNO (SENZA COLLA)

Mi impongo la disciplina ferrea della manualità.
Che possa essere la mia salvezza.
Dall'autunno traballante. Dal freddo-caldo opprimente. Dalla velocità vorticosa grazie alla quale siamo già al 21 ottobre. Dal cielo grigio perché, come dice Buzzati: "In certi giorni di settembre, sotto alle nuvole temporalesche, non è poi detto che certe cose non possano avvenire".

I temporali ci hanno devastato le betulle, spezzando rami.
Tutti tesori, certo.
Ma di quei rami sottili e un po' mollicci che fare?
E girovagando ho visto queste stelle. Non riesco più a trovare il link, ma appena riesco lo metto. Ho un ricordo vago e penso di non aver nemmeno letto (era statunitense) il testo. Ma mi è bastata l'immagine.

Prendere un ramo flessuoso di betulla, di 5-7 mm di circonferenza, lungo un metro circa e piegarlo in 5 punti. Si spezzerà probabilmente, ma non del tutto. Bene, fate di quel "ma non del tutto" la vostra salvezza, un po' come nella vita no? Aggrappatevi a quella forza divina che lo tiene insieme e con della rafia, se serve, dategli solidità. Ma non pensate, quei micro-frammenti di legno unito, sono più solidi di quanto non appaiano. Fidatevi di loro dunque e andate in soccorso dei punti in cui c'è davvero bisogno.

Questa è stata la mia prima stella:


Io ho provato vera gioia nel realizzarla. Soprattutto nell'evitare l'uso della colla.
Non mi sono messa a pensare che fossero natalizie, in realtà per me erano un regalo all'autunno.


Si può anche fare una ghirlanda naturalmente, ma a me hanno dato più soddisfazione singole. Le ho distribuite nella casa, le ho distribuite ai bambini.
E poi, ecco, un omaggio a quella stella cadente che ho visto a luglio... una storia lunga, tra me e lei.


lunedì 23 settembre 2013

BAVIERA

Pensavate di esservela scansata.
Pensavate che non vi avrei tediato con le vacanze.
E invece eccomi qua, con le foto scaricate. Potevo lasciarmi sfuggire l'occasione? Dopo anni di viaggi piuttosto sedentari, abbiamo preso il camper e viaggiato come ai vecchi tempi.

La Germania ci ha accolti nel migliore dei modi: belle giornate di sole, prezzi bassi, meravigliose città, infinite piste ciclabili.

Per iniziare bene l'avventura siamo partiti dal  Ravensburger Spieleland.
Abbiamo fatto un po' di parchi in Germania e devo dire che loro dividono i parchi a seconda dell'età. Difficile trovare parchi giochi (tipo Gardaland) adatti alle famiglie e ai ragazzi.
Detto questo, il Ravensburger è meraviglioso! Non mi dilungo in descrizioni, perché l'ha fatto benissimo la homemademamma qualche settimana fa. Condivido tutto del suo resoconto e consiglio vivamente il parco.

Foto ricordo prima dell'ingresso nel Labirinto Magico!

Abbiamo viaggiato in camper e ci siamo spostati in bici. La Germania in questo, com'è noto, è avanti mille miglia, anzi, di più, per la precisione 70.000 sono i km di piste ciclabili in territorio tedesco.

Abbiamo cercato invano di vedere il castello di Fussen, famoso perché ripreso da Walt Disney, ma la fila di quattro ore per prendere il biglietto ci ha fatto un po' desistere (d'altronde non è che in Italia manchino castelli...). Allora abbiamo visitato la piccola Versailles del triste e pazzo Luigi II: un bambinone che alla fine del suo impero, in solitudine, vuole giocare al re Sole.
Al centro della foto si intravede la fontana d'oro. Proprio tutta d'oro.



Terza tappa: Monaco.
Abbiamo girato in tram, in autobus e in metro.

Vacanze impegnative.
Monaco è come Milano unita a Bologna. Ha il rigore dell'architettura nordeuropea e lo spirito giovane degli universitari (lì studiò Einstein) che la domenica si ritrovano a fare surf nel parco pubblico cittadino più grande del mondo (più di Central Park!):


Abbiamo visitato la pinacoteca e abbiamo visto Picasso, Monet, e i Girasoli (una delle versioni) di Van Gogh. Il tutto a 1€ a testa, quindi totale 2€, perché era domenica e tutti i musei costano 1€ e naturalmente i bambini non pagano. Sappiate che raramente i bambini pagano! Diciamo che questi fanno una politica per le famiglie non solo a parole.
Nell'unico giorno di pioggia della vacanza siamo andati a vedere il Museo della Scienza e della Tecnica, così grande che un giorno non c'è bastato. Bellissimo, vissuto, con ricercatori che vi lavorano e continui esperimenti aperti al pubblico tutto il giorno.

Via in partenza per Ratisbona.
Sulle rive del Danubio.


  Quelle città così, dove c'è una libreria ogni 200 metri, dove il profumo dei wuster abita le strade e dove scorre questo fiume grosso e denso...

Ma parliamo di cose serie.
1. I parchi gioco

Bambino rotante su tappeto di legni.

Bambino dialogante con tedeschi in attesa di lanciare sassetti dallo scivolo.
Il paese della cuccagna dei parchi gioco. Con bambini sempre a piedi nudi (qui sopra a Norimberga), saltellanti, sfidanti le regole della gravità e del buon senso catapultandosi da un'altalena ad uno scivolo. Con nugoli di mamme e nonni chiaccheranti con in mano contenitori pieni di verdure (carote e cetrioli in primis) da rifilare al primo pargolo zompettante.
Il nostro relax da viaggio impegnativo erano questi campi, agognati, tenuti come premio dopo aver visto la cattedrale e la via più antica.
E poi ci chiediamo com'è che i bambini al nord stanno sempre fuori...

2. Legoland



Io, adorante dei lego fin dalla più tenera età.
Io, che desideravo vederlo da sempre.
Io, che ritrovo nel parallelepipedo più bello del mondo significati che oltrepassano l'umano sentire.
Non potevo farmelo scappare.

Parco giochi per bambini fino 10 anni. Con mega strutture libere al gioco libero.
Una delizia per noi fuori di testa.

Il ritorno in Italia è stato accolto da questa frase del Due: "Mamma, ma qui è marcipiede o ciclabile?"
"Marciapiede, Due, e ringrazia per il fatto che ci sia".

sabato 30 marzo 2013

SULLA PASQUA A CASA ovvero IL LAVORETTO

E' triste un po'.
Per tanti motivi.
Piove.
Non abbiamo un governo e nessuno ce la può fare.
Fa freddo.
Enzo Jannacci è mancato.
E già mi manca tanto.

E dunque ho studiato. Ho pinterestato quello che mi piaceva e ho comprato 20 uova a 2 euro. Pensando che fossero uova di galline addossate riempite di antibiotici per produrre in quantità, ho pensato di liberare le loro uova dal triste destino della frittatina serale. Ho dato nuova dignità alle uova da batteria.

Ieri abbiamo prodotto con i bambini.
Ecco, apriamo questo dibattito. Tutte le bellissime uova decorate che ho visto in questi giorni sl web sono fatte signore molto brave e molto precise, con pennellini piccoli o kit colora uova dove i bambini fanno da passivi osservatori.

Dunque ho pensato: faccio le uova sode e gli do in mano un pennello. Quel che viene viene... si divertiranno. E così è stato...



Gli è piaciuto molto. L'uovo non lo avevamo mai considerato tanto come elemento decorativo.
Poi me ne sono tenuto via uno perché anch'io avevo voglia di lavorare.
Due Uniposca e un pennarello indelebile: ho dipinto il maestro della marmaglia e mi è piaciuto.


Oggi invece non avevo voglia di lavorare coi bambini. 
Volevo divertirmi solo io.
Volevo iniziare un progetto, eseguirlo e portarlo a termine in tempi umani. Senza dover asciugare l'acqua che cade, passare lo straccio 100 volte sul tavolo imbrattato, ricuocere uova perché gli è caduto.
Perché questo succede quando si lavora coi bambini: di tutto.
Che è il suo bello, perché da quel disastro a volte nascono prodotti meravigliosi e inaspettati.
Ma oggi no. Non voglio.
Gioco solo io.
Quest'idea l'ho vista qui. Non ho letto il post, ho guardato solo le figure...

La cosa più divertente è svuotare le uova, liberare il tuorlo e l'albume. Bisogna poi lavarle e lasciarle asciugare una notte.


Poi si riempiono di cosine mangerecce. Ma anche di altro: bigliettini, piccole gemme, perline....
Io mi sono buttata sulle caramelline, tanto agognate dagli gnomi tutti.


Poi si chiude con colla e carta velina. Dove c'è il foro vi consiglio carta velina doppia.
Chi mi segue da un po' lo sa. Io AMO la carta velina con tutto il mio cuore (le lampade sono da sempre il post più letto....).


E infine: tada!!
Adesso si lasciano ad asciugare...


... domani si aprono!

Buona Pasqua signori e signore!!

mercoledì 16 gennaio 2013

OCCHI UBRIACHI ovvero MIRO' e MCCURRY

Durante una pausa delle nostre malate vacanze, siamo stati a Genova. La meravigliosa, fredda, romantica, ventosa, invernale Genova.
Siamo andati a vedere due mostre:


Mirò mi si è appiccicato agli occhi. Non avevo mai visto i suoi lavori dal vivo. 
Noi e i bambini con alle orecchie la guida, ascoltavamo direttamente le parole dell'artista. I bambini si sono rifiutati la guida per loro, hanno scelto quella degli adulti, più ricca, contornata di foto e filmati. Beate audioguide.
Io amo di Mirò l'uso del colore, quei neri netti, solidi, forti. E poi le figure fluttuanti, le presenze vive che si formano nei suoi quadri. 
E poi di lui mi piace la passione che traborda, il fatto che abbia lavorato fino a tardissima età. Mi piace il simbolismo: l'occhio, la stella, gli uccelli. Simboli che mi corrispondono.
La cosa che poi mi ha incuriosito è stata come i bambini abbiamo letto in modo differente quello che hanno visto.
Per l'Uno, bambino tutta testa, astrattismo puro, che vive nel suo mondo, le opere di Mirò erano non straordinarie o insolite, a lui sono piaciuto, come poteva piacergli Caravaggio.
Il Due invece, che attende, riflette, tentenna, che prima ascolta le parole degli altri prima di esprimere la propria opinione, due-tre giorni dopo la visita, mi si avvicina e mi chiede: "Ma mamma io penso che se uno disegna una cosa, deve disegnare una cosa che esiste. Mirò non disegnava cose che esistono!".
Lui è il nostro realista, molto attento agli eventi, a ciò che accade, concreto, risolutivo. Per usare delle metafore cinematografiche: l'Uno è Bunuel, il Due Rossellini.
E il Tre? Pensate che dall'alto dei suoi due anni e mezzo si esimesse dall'esprimere la propria opinione? No: "Mamma, oggi siamo stati a vedere i mostri nei quadri. Erano bellissimi!".
I mostri nei quadri. Pensò che Mirò avrebbe apprezzato.
Qui tutto sulla mostra.
E qui un ottimo libro per bambini su Mirò da vedere e da sentire.


Concluso questo giro ci siamo spostati da McCurry.
E' un fotografo. E' l'autore di questa famosissima foto:


E' carrellata di ritratti.
Di fatto è una mostra sugli sguardi e dunque sugli occhi, che sono quasi un'ossessione che accomuna lui e Mirò.
L'allestimento è semplice ma davvero d'impatto. La stanza delle guerre è tremenda. Non ci sono immagini truculente per il corpo, ci sono immagini terrificanti per l'anima. I bambini naturalmente si sono soffermati molto in questa stanza e non capivano se fotografava cose vere, tanto lontane erano dalla loro vita reale: "Ma quel fucile che ha in mano quel bambino è vero?"

Qui tutto sulla mostra.
Qui un ottimo video su McCurry (sottotitolato in italiano).



mercoledì 31 ottobre 2012

BISOGNERA' PUR RIDERE.

I tempi sono cupi. Le giornate uggiose e fredde.
Una notizia però ha riscaldato le giornate ai miei gnomi.
La teacher ha dato il permesso all'Uno e ai suoi compagni di venire a scuola travestiti oggi, per festeggiare Halloween durante l'ora di inglese.
E' bastato questo per scatenare il delirio in casa.
Euforia a manetta. Prove costume con il saccone dei travestimenti fino a giungere a questo risultato:



Perchè poi scatta l'effetto catena. Se una cosa la fa uno, allora la fa l'altro e l'altro ancora.
Ma non è bastato questo.
Hanno pure cominciato a produrre a manetta pipistrelli, teschi e zucche, perché quest'anno mamma, facciamo a casa nostra la festa da Halloween.



E dunque ora scrivo solo due righe perché qui fervono preparativi.
Gli scettici di Halloween cominciano a tentennare. D'altro canto una cosa ho imparato nel mio viaggio negli Stati Uniti, cioè che loro amano divertirsi, è una cosa seria per loro il divertimento e ci si applica, mannaggia.
La nostra festa dei morti trasuda tristezza e cordoglio e penitenza ed espressione contrita. E per quanto ci stia tutto questo amalgama di sentimenti, non lo si può imporre ai bambini.
E' molto europea questa giornata. E come al solito tendiamo a guardare gli Stati Uniti come i vecchi genitori guardano dei bambini che corrono al cimitero. Sdegnati li riprendiamo mentre loro corrono semplicemente perché è bello sentire il rumore dei sassolini sotto le scarpe.


lunedì 29 ottobre 2012

CLAUDIO MILANI ovvero VOCI maschili

Claudio Milani è un attore. Produce e mette in scena spettacoli per bambini.
Ieri pomeriggio tutta la famiglia MiV è andata allegramente a teatro.
Noi Milani lo amiamo molto. Abbiamo visto quasi tutti i suoi spettacoli. Lo abbiamo ospitato per la festa finale della scuola dell'infanzia.

Ieri presentava Voci. Dello spettacolo potete leggere in modo molto esaustivo qui nel suo sito, dove troverete anche delle schede didattiche con anche dei suggerimenti per delle attività da fare coi bambini.

Milani è bravo perché accende le storie che narra con delicatezza. Per chi lavora coi bambini, sa quanto sia difficile iniziare una storia, creare il silenzio senza zittire, agganciare gli sguardi di bambini anche molto piccoli. Lui lo fa con una naturalezza incredibile.
In pochi minuti la storia è già dentro di noi.

Milani è bravo perché ha stile e gusto. La scena estetica è curata in modo minimalista ed essenziale. Arriva puntuale allo spettatore, non ci sono orpelli. I suoi colori sono principalmente il nero (lui e lo sfondo) e il rosso che diventa il colore del sogno, del possibile, del buono, del risolutivo.

Milani è bravo perché è minimalista anche nella sua fisicità. Lavora sui piccoli particolari del corpo. Non giogioneggia, ma toglie toglie toglie tanto che un suo sguardo particolare fa ribaltare la platea dalle risate.

Milani è bravo perché è un narratore puro. La voce è la sua arma principale.
Una voce maschile, così affascinante per i bambini che hanno interlocutori per lo più femminili nella loro vita. La narrazione da voce maschile è molto bella. E' legata alla figura del padre che è al tempo stesso fonte di timore e di rassicurazione. Un orco con voce maschile terrorizza, ma allo stesso tempo quando la voce rassicurante del narratore risolve le storie, le paure si stemperano e i volti si distendono.

Ho visto molti spettacoli per bambini, ma mai ho assistito a eventi, come questo, che tenessero gli occhi di grandi e di piccini attaccati al palco così. Mai sentiti tanti genitori dirsi l'uno l'altro: "Hai visto? E' stato bellissimo!!" quasi dimenticando di aver portato il proprio figlio che satollo di storie adesso vuole solo le patatine.

Milani è bravo perché fonde i livelli, racconta cose ai bambini e cose ai grandi. Riesce a commuovermi sempre. Sempre. E a ben pensarci a me basta questo.

martedì 4 settembre 2012

GESSI E ACQUA ovvero SULLO SCIOGLIERE.

In primo luogo l'estate.
Cioè, l'avvento dell'estate in sé. Non quella delle vacanze, quella delle prime canottiere. Dei piedi sempre nudi. Delle cicale. (Gnomo Uno: "Mamma, da quando abitiamo qui sembra di essere in campeggio. Le cicale cantano a tutte le ore!").
Abbiamo ricominciato a giocare con le cose.
Ma così. Alla come viene. Senza la mamma con il blog sempre in testa. Senza la fotina bella, anzi, la fotina quasi non avevo più voglia di farla. Perché mi sono accorta di stare sempre con qualcosa in mano. La macchina fotografica o il telefono o il computer.
E non ne avevo più voglia.
E poi quando io dirò ai miei simpatici nani adolescenti: "Ehi e basta con sto telefono!!", sia mai che mi voglia sentir dire: "E perché tu durante tutti gli anni della nostra infanzia cosa hai fatto?".
Ma tant'è, ogni tanto mi lasciavo andare però semplicemente perché in quel momento mi piacevano o mi piaceva il casino che stavano combinando.


Senza pensieri in testa, ma soprattutto senza la minima intenzione di ripulire tutta la casa, invece delle tempere, tanta acqua, ricordando un bellissimo post...

E via coi gessetti.


Il gesso con l'acqua si scioglie. Ma poi quando si asciuga, il risultato è un colore compatto, che cambia pelle.


Ma a noi cosa importa. E' l'acqua l'elemento principe. La vera goduria.
Il Tre ha cominciato a pucciare foglie e poi mani e poi, naturalmente, i piedi e tutto il resto.


Non l'ho fotografato.
Lì ho solo riso.



giovedì 3 maggio 2012

SULL'ESSERE DI CITTÀ. DENTRO.

E' inutile.
Devo arrendermi alle evidenze.
Dunque, spiego.

Ieri tutta felice propongo ai bambini: "Ehi, facciamo due passi nel bosco?"
Uno: "Sì dai! Vado a preparare lo zaino! Dunque: tre succhi, la lente, la merenda...."
Due: "Sì!! Mi metto i pantaloncini, le maniche corte e gli scarponcini..."
Tre: "Ohhhh bocco!! Sìììììì.... Lupo groscio.... noooo bavooooo..."

Ok, dico. Mi tolgo la felpa e usciamo.
Tagliamo dal prato.
Quel prato che era così:


Solo che ora l'erba mi arriva fino alle spalle e fiori gialli sono tutti soffioni.
Ah, e io soffro di allergia.
Dunque, partiamo.
Il Tre si perde subito. Nell'erba alta non si vede, ma lo sento. 
Lo trovo. Nel tentativo di soffiare il soffione, lo mangia. Ok, mi dico, Sabine approverebbe.
Lo prendo in braccio. Sorpassiamo il prato e arriviamo sul sentiero, giriamo nel bosco dopo il mucchio di letame.

Panico.
Stupida che sono! Ma si può!!!
Fango, palta, melma, rane, anatre...
Sprofondiamo.
Io con le mie simpatiche scarpe da ginnastica. E anche l'Uno.
Saggio Due.
Guadiamo il sentiero con intoppi, stringhe slacciate melmose, scivolate, io con in braccio il Tre col ciuccio che cade e cade e poi...
...un mega attacco di allergia acuta.
Perfetto.
"Ma porc.... natura di m.... un bel parchetto asettico e via eccheccav....!!"

I bambini con i pantaloni arrotolati, le scarpe infangate e io che impreco arriviamo sulla strada che conduce all'agriturismo.
E' chiuso.
Sbarrato.
Ci sediamo lì davanti al cancello e tristemente facciamo merenda. Il Tre dà una manciata di erba dal cancello alle capre e con la stessa mano mangia la cioccolata.
Non guardare MiV, non guardare, mi dico.
Tutta salute....

Torniamo a casa. 

Crisi allergica.
Sono le dieci del mattino, non mi è ancora passata nonostante l'antistaminico. Ho la testa che mi si spacca e il naso rosso.
Forse è meglio se mi dedico ai bulbi.


Mi danno più soddisfazione.



lunedì 19 marzo 2012

P come PAPA' - PIOVE - PENSAMI - PARLAMI...

Per un pomeriggio abbiamo lasciato spazio ai papà. Hanno raccontato, disegnato, collaborato.


Abbiamo fatto merenda, giocato, sudato.


Poi, grazie a questo libro, abbiamo pensato ai papà. E abbiamo composto.

Uno: papà urlo. (Quella a destra sono io che lo chiamo)

Due: papà urlo (a sin.) e papà basket (a dx)

lunedì 5 marzo 2012

IL MUSEO DI STORIA NATURALE ovvero SUGLI ANIMALI

Premesso che sono stata scollegata causa Fastweb. E dunque ho perso pezzi, leggo solo ora storie, ho perso commenti....
Ma a parte questo... continuo a stare. Perdura la situazione e questo mi rende serena.

Venerdì pomeriggio i quasi ventidue gradi ci hanno portato dalle nostre vicine di casa, le capre.


Poi un saluto ai cavalli e infine agli asini.
Ecco, appunto. Gli asini. Mai nome più appropriato no?
A parte che a me tutta sta poesia sugli asini proprio.... Cioè sono stupidi no? Sì sono metafora di semplicità, di povertà anche. Ma che cavolo... mi hanno giocato un brutto scherzo.
Mentre io ero tranquillamente seduta a bermi il sole e i duedue erano appunto dagli asini, sento un urlo straziante.
Ommamma!!! Questo è il Due, sì, lo so è lui che urla! Lui gli ha dato da mangiare e l'asino gli ha preso il braccio, ommamma devo correre... e l'urlo acuto continuava a me sembravano minuti ma erano secondi, pochi pochissimi. Quelli che occorrono a una persona per scattare, scivolare da una rivetta e schiantarsi planando sulla ghiaietta. Rialzarsi e vedere due bambini con gli occhi sbarrati che ti osservano. I tuoi figli.
"Mamma quanto sangue". Le mie mani!!!!
"Ti porto io lo zaino mamma"
"Ma perché hai fatto così?"
Che fare? Dire loro del maledetto asino, ingiuriarlo perché non è così che si raglia, perché io vengo comunque dal centro eccheccavolo.
Sì, dire tutto.
Nonono bambini. Tutto a posto!
Ma quanto cavolo fanno male le abrasioni da ghiaietto???


Non vi faccio vedere i palmi delle mani perché sono un po' bruttini da vedere...

Ma tant'è... siamo andati a vedere gli animali da quando sono nati fino a ora al Museo di Storia Naturale di Milano.
Abbiamo visto ossa e ossicini, minerali, dinosauri....


E poi animali imbalsamati, di tutti i tipi. Tanti, tantissimi, anche l'asino. E non diceva la targhetta che raglia come il mio secondo figlio, ma me lo sono fatto andar bene lo stesso.
E' stato divertente e le ricostruzioni sono ottime. Mi ricordavo un museo impolverato, con le ragnatele tra le corna e invece è tutt'altro.

Guardare gli animali da vicino e conoscerli bene. Questo il mio prossimo passo.






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