lunedì 25 aprile 2011

I 100.000 CHE MI PORTO DENTRO

C'è un orario della giornata in cui annaspo. Ogni giorno. Quell'ora si avvicina e io comincio ad innervosirmi. Sono le 18. E comincia il pensiero della cena. No no no, prima devo sistemare il piccolo, fatto lui poi è tutto in discesa. Sì, lo so che avete fame. Ehi, ho detto di non mangiare più pane. No! Piccoletto non mangiare le briciole sotto il tavolo. Vieni. In braccio.
Scotta. Andate a lavare le mani!!! Ma perché fa così tardi in questi giorni K. Mannaggia.
Cosa si dice? Bravo. Adesso ti verso l'acqua. NOOOOOTREEEEE!! Non tirare la tovaglia!!
Sì, ancora minestra. Ok, vi racconto la storia della regina Vittoria. Ma proprio adesso ti scappa? Uno, dammi un occhio al Tre.
Ehi, ciao! Sì tutto ok. Puoi passare il pane al Due. Sì potete alzarvi. Ecco Tre, vai anche tu. Ehi, guardate che il Tre non si mangi il Lego!!! Ah.... Va bene. Arrivo.
Ecco.
A quell'ora vorrei 100.000 me. Lo desidererei tanto.


E mi piacerebbe avere al mio fianco 100.000 persone nella politica. Perché 100.000 è un numero che conta. 100.000 mamme e papà che dicono che è un casino se gli tolgono la mensa per i propri figli. Che è un problema non avere le supplenze. Che forse per quei bambini non bastano 10 ore di insegnanti di sostegno. Forse se 100.000 persone facessero emergere il loro disagio qualcosa cambierebbe. Però no 100.000 in piazza, perché la piazza mangia le persone e le divide. Nononono! Deve essere una persona grande e grossa. Un gigante formato da 100.000 che vada lì a Roma e con la sua voce formata da 100.000 voci dica la sua. Con la sua mano formata da 200.000 mani afferri i ministri, li porti all'altezza dei suoi 200.000 e gli dica con 100.000 bocche: adesso basta!
Un gigante. Sì ecco cosa cercherei di fare con 99.999 amici.


Nella mia infanzia ci sono stati veramente molti momenti in cui avrei desiderato avere così tanti amici. Ultima di tre fratelli. Unica femmina. Ho avuto l'onore fin da piccola di avere una cameretta tutta mia. Chissà quanto bramata dai miei fratelli e quanto da me odiata. Avrei voluto 100.000 amichetti la notte quando non riuscivo a prendere sonno per la paura di non so che, che si traduceva nell'infamante 'paura del buio'. Avrei dato chissà cosa per non essere la sola a sentire tutti quegli scricchiolii e brusii, nella notte fonda. Cercavo di inventarmi delle storie assurde animate da 100.000 personaggi con la spasmodica voglia di ritrovarmeli nei sogni, per poter serenamente passare una notte semplicemente dormendo.
Poi, come per miracolo quella paura è passata. Vuol dire questo diventare grandi? Mi chiedevo. E quei 100.000 personaggi? Eccoli. Sono qui, dentro di me. Non potrei mai abbandonarli, dopo tutta la compagnia che mi hanno fatto.
Quando un mio piccolo gnomo mi dice che ha paura del buio, non lo rimbrotto. Non lo schernisco. Mi vengono gli occhi lucidi perché con lui condivido una cosa che attanaglia così forte da non riuscire nemmeno a raccontarla e che volente o nolente lo accompagnerà fin nell'età adulta. Io sto vicino a lui e da dentro tiro fuori una delle mie 100.000 creature e gliela regalo.

Questi care nate sono solo alcuni dei 100.000 pensieri che mi accompagnano lungo il tragitto.

6 commenti:

  1. (a parte la meraviglia che sei) ammazza quanto scrivi bene

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  2. condivido commento di Stima!

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  3. ho appena imparato come si fa il cuore e te ne regalo uno perché te lo meriti!

    <3

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  4. Un post fantastico!!! E condivido in pieno il commento di Stima...sei veramente una meravigliosa persona e scrivi super bene..
    Buona giornata

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  5. Come sempre, lasci senza parole.. Grazie di partecipare!!

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