mercoledì 1 dicembre 2010

1° DICEMBRE ovvero LA NEVE

E dunque giunse il giorno...
A casa nostra il 1° dicembre è un giorno agognato quasi quanto il Natale, diciamo che gli sta sotto di tre dita. La sera del 30 appendiamo il nostro calendario dell'avvento e attendiamo l'arrivo dei folletti di Babbo Natale che riempiono i nostri rotolini.
Quest'anno il mio calendario è questo:


E' un'idea che ho raccolto da Maya Made e che ho fatta mia non avendo molti dei materiali da lei usati...



Ho usato carta da pacco per avvolgere i rotolini della carta igienica, spruzzata con le chine (oh... le chine! Le adoro. E' l'unico ricordo bello che ho delle scuole medie: la scoperta dell'inchiostro di china...). Ho poi scritto i numeri con colla glitter e una sera ho incollato e appeso (filo di rafia rosso e bianco).
Così stamattina ci siamo alzati e con grande gioia abbiamo scoperto che i folletti avevano regalato a Gnomo Uno e Due delle calzotte calde di Natale e a Gnomo Tre un libro da mordere. I folletti hanno molto spirito pratico.... a volte troppo (ricordo un anno che gli hanno portato i guanti e il cappello...).
Poi Gnomo Uno si è messo alla finestra e gli ho 'rubato' questa foto (sì sì, quella con gli occhiali sono io... non sono megalomane, anzi, odio molto specchi e superfici riflettenti, ma quella foto ce l'ho nel cuore e un Natale io e mio marito ce la siamo regalata vicendevolmente).


Non so più dove ho letto. Mi pare in un libro sulla casa Feng Shui che il risveglio migliore è quello dato dalle urla dei bambini che entrano a scuola. E noi abbiamo questa fortuna di abitare davanti a una scuola e quelle urla nei giorni di neve, ovattate e gioiose sono veramente una luce...
La neve è meravigliosa perché, almeno qui da noi, è l'unico agente atmosferico che influisce in modo netto e positivo sul quotidiano. Fa rallentare... e rallentare sarà per me la parola-guida di questo mese. Voglio nuotare controcorrente rispetto al mondo (e gli Gnomi in prima battuta) che mi spingono avanti. Per una volta vorrei riuscire a fermare il passo e osservare da un'altra prospettiva questo mese troppo spesso delirante...
Colgo l'occasione per fermarmi anche sul blog e quindi per ringraziare chi mi viene a trovare, chi commenta e chi no (oh per quanto tempo io ho navigato senza gettare messaggi dalla bottiglia...). Di cuore vi abbraccio perché vi sento. E a mia volta vorrei ringraziare i blog che seguo perché li seguo veramente interessata e perché spesso sono spunti di riflessione importanti.
Ora mi godo la neve.

martedì 30 novembre 2010

I DIRITTI DEI BAMBINI: SPORCARSI!!!

Mamma in Verde partecipa all'iniziativa di Giorno per giorno sui Diritti Naturali dei bambini.

Per introdurre questo tema, ho dovuto riprendere in mano un testo filosofico per me fondamentale: Arriva Charlie Brown del prof. Charles M. Schulz.
Ed ecco a voi il bambino che avrei voluto conoscere, quello libero da vincoli mammeschi, non schiavo del vestito buono della domenica, esuberante nei giochi, criticato perché troppo invidiato: PIG-PEN!






Noi non lo possiamo superare, ci possiamo solo avvicinare a quella perfezione:


Concludo con il mio inno della sporcizia:

Grazie alle unghie nere gialle verdi poco aver giocato col pongo; alle braccia dipinte coi pennarelli perché il foglio non bastava; ai capelli pieni di pappa perché quella cosa lì magari fa bene metterla anche lì; grazie ai pantaloni che da bianchi diventano neri perché so fare le sgommate con le ginocchia; al cioccolato mangiato con le dita le mani la bocca le orecchie e il colletto della maglia; grazie alle ginocchia nere d'estate perché misurano quanto mi sono divertito; alla sabbia fin dentro.... e già, proprio lì, perché è così bella che anche me la mangio; alla pioggia che schizza e infanga. Grazie a tutte queste cose, che mi hanno fatto imparare, da grande, una cosa molto importante: sporcarsi le mani. Quelle con cui ora scrivo e quelle nel mio animo. 
Partecipano anche:

domenica 28 novembre 2010

OSSERVAZIONI DOMENICALI SULLA MERENDA DEL LUNEDI'

Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo.                                                    
                                                                                                  IPPOCRATE
                                                          
Interno giorno. Ora di pranzo.
Una tranquilla (?) famiglia sta pasteggiando, all'improvviso una voce.
Gnomo Uno: "Ecco mamma, volevo dirti che..."
Mamma: "Sì? Non ti verso ancora dell'acqua, non stai facendo una gara con Gnomo Due!"
Gnomo Uno: "Ma no!!! Ecco mamma, volevo dirti... ma quando mi fai per merenda un panino con il prosciutto? (Mamma impallidisce e comincia a muovere le mani sudate) No perché tutti i miei compagni mangiano il panino con il prosciutto, cotto eh, e anche Pinco per farlo durare di più lo mette sotto il banco e..."
Mamma (pensando arrabbiata: ma come io mi faccio un bip così per farti una sana merenda e tu quoque...): "Ma amore... lo sai che il prosciutto cotto mangiato tutti i giorni non è proprio il massimo, comunque ok, qualche volta te lo faccio".
Mamma si alza da tavola e va a prendere i cioccolatini che aveva in serbo per Natale e pensa: "Se gli do questi meravigliosi cioccolatini, magari si dimentica che esista il prosciutto cotto, chissà, tanto vale provare...".

Questo oggi.
Ve lo confesso, sono una tipa un po' fissatina con l'alimentazione... non so se si era capito. Ma ieri sera leggevo questa meravigliosa rivista:

e in particolare questo articolo sugli additivi chimici e mi sono di nuovo 'scontrata' con i nitriti e i nitrati (già presenti nella mia vita). 
Qualche mese fa, non ricordo su quale altro giornale, leggevo di questi famigerati in un articolo in cui si consigliava alle mamme di far mangiare ai bambini più pane e marmellata, piuttosto che pane e prosciutto. La faccenda è molto complessa e seria e io non ho gli strumenti per affrontarla in termini scientifici (ho trovato questo sito dove mi pare si spieghi bene il tutto). Sta di fatto che i nitriti e i nitrati fanno male e fanno male soprattutto ai bambini perché pesano meno e gli standard alimentari sono tarati non su esseri umani di 15 kg!
Ma se anche voi, come me, avete in casa un mangiaprosciuttocottoapalate, la questione diventa difficile da gestire. Io faccio così:
  • Compro il cotto una volta ogni due settimane (se non ce l'hai, non lo mangi... semplice no? Regola alla base delle diete fai da te!) in un negozio bio.
  • Compro una volta a settimana gli affettati che non contengono nitriti o nitrati. Esistono!! Soprattutto i crudi! L'etichetta recita: carne di suino, sale. Punto!! 
  • Va da sé che anche i wuster siano un po' banditi.... poveri gnomi...
  • Mi invento alternative (vedi appunto pane e marmellata o budino con mirtilli come vedete qua sotto come merenda)


Credo molto nell'educazione alimentare. A Gnomo Due non ho mai dato il prosciutto cotto nel periodo dello svezzamento, forse questo è il motivo per cui vive serenamente senza, non so. Mentre a Gnomo Uno ho spiegato quello che so con le mie parole e lui ogni tanto avrà il suo pane e prosciutto. Mi preme insegnare agli gnomi che il cibo è una cosa meravigliosa, preziosa e che fa star bene, solo se lo si conosce bene. E a me sembra che tutto il mondo cerchi di slegarci dal concetto originario di cibo per offrirci sempre più cose già pronte, già miscelate, preconfezionate che soddisfano (forse) la pancia, ma non l'anima...
 

sabato 27 novembre 2010

E' NATO IL PICCOLO... DOMANI NASCERÀ IL PAPA'!!

E' finalmente arrivata ieri mattina. Per la gioia dei nostri Gnomi, ma anche nostra: la NEVE!!!
E potevamo noi esentarci dalla costruzione del primo pupazzo di neve della stagione??


Certo, non sarà tra quelli più grandi mai progettati, non avrà proprio TUTTE le parti del corpo, e forse si scioglierà in meno di uno gnomo-secondo... eppure... è tanto bellino...



E aspetta che nasca il suo papà....

venerdì 26 novembre 2010

I VENERDÌ DEL LIBRO

Anche Mamma in Verde partecipa a I Venerdì del libro di Home Made Mamma

Duke Ellington - Il giro di Eddy di R. Piumini e C. Comini


John Coltrane - Il treno per Paradise di R. Piumini e C. Comini


"Andavano alla stazione: Chango, Louise, Bicken, Froly e John. Chango, Frly e John erano neri. Louise era pellerossa, della tribù dei Cheyenne. Bicken era bianco come il latte, ma il solo latte bevuto nella sua vita era quello della madre".
IL TRENO PER PARADISE


Non è giornata. Diciamo che non mi funziona nulla.... gli gnomi sono con la luna storta... e io ho MILLE cose da fare...
E dunque metto un po' di musica, tratta da questi due libri-CD.
Ho incontrato Piumini nella mia vita un paio di volte, a Milano, durante degli incontri per bambini. E' uno scrittore magnifico e uno straordinario narratore (Cappuccetto Rosso raccontato da lui vale quanto uno Shakespeare di Strehler!). Però non sempre si può andare a vederlo e così lo abbiamo comprato per sentircelo a casa.
Questi due libri introducono i bambini al jazz. Piumini narra la storia intervallata dai brani dei due noti musicisti e da delle osservazioni sul ritmo, le sonorità, le melodie.
Sono un po' "difficili", nel senso che vanno bene per bambini dai sei anni. Gnomo Uno li usa per addormentarsi e così intorno alle 21, si diffondono per casa nostra queste melodie malinconiche e la voce bassa e avvolgente di Piumini. Come una coperta calda che ci avvolge nelle sere d'inverno.

mercoledì 24 novembre 2010

QUELLI CHE IL DIVANO SI' vs QUELLI CHE IL DIVANO NO

Ci sono due tipi di famiglie che conosco: nelle case delle prime ci sono dei posti decisamente inviolabili, intoccabili e inaccessibili (se non con le dovute cautele) ai minori di anni 7; nelle case delle seconde i genitori si chiedono se esista un pertugio che i loro figli non abbiamo violato.
Beh, noi facciamo parte della seconda. O meglio io e gli gnomi facciamo decisamente parte della seconda, mentre l'unico maschio con la barba che circola a casa, desidererebbe far parte della prima, ma suo malgrado è capitato qui, nella seconda.
Il divano è uno di quei posti lì, dove la via di mezzo non è contemplata. O permetti agli gnomi di farne una barca dei pirati, un fortino, la casa, l'astronave... o lo usi per sederti, dormire e rilassarti. Non puoi dire: "Sì. Facci sopra la zattera, ma non spostare quel cuscino lì, non stropicciare la coperta". Al massimo puoi dire: "Non tuffarti di testa, non tagliarlo col taglierino per inserire le bombe d'acqua, non spalmarlo con la nutella".
Spesso dunque, in una casa delle seconde famiglie, il divano si presenta così:





Naturalmente i problemi si aggravano d'inverno, quando le condizioni del tempo non permettono di uscire di casa per molte ore. E così:

  • il divano diventa la casa
  • la scrivania coperta dal lenzuolo diventa la grotta
  • il lettone (e sì, l'altro grande tabù: saltare o non saltare sul lettone?) diventa il tappeto elastico
  • il dietro delle porte scocciato e bloccato diventa la tana dell'agente segreto
  • la doccia è l'astronave
La nostra casa è una scatola cinese, tante case una dentro l'altra...

martedì 23 novembre 2010

DIRITTI DEI BAMBINI: L'OZIO

Mamma in Verde partecipa all'iniziativa di Giorno per giorno sui Diritti Naturali dei bambini.

Ieri sera riunione alla scuola dell'infanzia. Le prime parole sono state spese per ricordare che il 20 novembre scorso era la Giornata Mondiale per i Diritti dell'Infanzia e le maestre ci hanno letto questo brano di Rodari:
Ho conosciuto un bambino che era sette bambini. Abitava a Roma, si chiamava Paolo e suo padre era tranviere. Però abitava anche a Parigi, si chiamava Jean e suo padre lavorava in una fabbrica di automobili. Però abitava anche a Berlino, e lassù si chiamava Kurt, e suo padre era professore di violoncello. Però abitava anche a Mosca, si chiamava Juri, e suo padre faceva il muratore e studiava matematica. Però abitava anche a New York, si chiamava Jimmy e suo padre aveva un distributore di benzina. Quanti ne ho detti? Cinque. Ne mancano due: uno si chiamava Ciù, viveva a Shangai e suo padre era pescatore; l'ultimo si chiamava Pablo, viveva a Buenos Aires e suo padre faceva l'imbianchino. Paolo, Jean, Kurt, Juri, Jimmy, Ciù e Pablo erano sette, ma erano sempre lo stesso bambino che aveva otto anni, sapeva già leggere e scrivere e andava in bicicletta senza appoggiare le mani sul manubrio. Pablo era bruno, Jean era biondo e Kurt castano, ma erano lo stesso bambino. Juri aveva la pelle bianca, Ciù la pelle gialla, ma erano lo stesso bambino. Pablo andava al cinema in spagnolo e Jimmy in inglese, ma erano lo stesso bambino e ridevano nella stessa lingua. Ora sono cresciuti tutti e sette, e non potranno farsi la guerra, perché tutti e sette sono un solo uomo.

L'ozio fa pensare e creare:


L'ozio fa amare:


...i nostri cari...

... i nuovi arrivati...

...gli amici e i libri...

... i posti belli vicino a casa.

Partecipano anche:
Il Sorriso dei miei Bambini
Buntblume

lunedì 22 novembre 2010

COME DISEGNARE CON LA VELINA ovvero PAMPHLET CONTRO L'ARTE FIGURATIVA

Ormai è da due mesi che Gnomo Uno va a scuola. Prima primaria. Oltre che distruggere la scuola pubblica, la stanno anche facendo diventare cacofonica... Comunque, abbiamo preso il ritmo: lui ha ritrovato il sonno e noi abbiamo capito che la cartella è meglio farla la sera ("Papi, torna indietro, non c'è l'astuccio!!").
Gnomo Uno è contento della nuova esperienza, sono io che ho avuto un po' di crisi... che raggiungeva il suo apice durante i compiti a casa:


Sì sì, lo so che serve. Bisogna contare due quadretti, bisogna colorare nei contorni, bisogna andare diritti... 
Mentre Gnomo faceva i compiti io mi chiedevo: perderà la capacità di infrangere le regole? La sua fantasia risulterà tarpata? Riuscirà a distinguere tra l'esercizio per imparare una cosa nuova (scrivere) e la possibilità assoluta che un bimbo ha davanti a un foglio bianco? Invece di vulcani marziani con torte e pipistrelli sugli aerei, mi ritroverò con in mano il disegno della casa, della castagna (che iniziano per C)?Devo dire che in quei primi giorni tentennavo e mi dicevo che ok, adesso toccava a me.
Allora Gnomo, distinguiamo: una cosa è la scuola che ti insegna cose importanti e nuove, un'altra cosa è a casa dove nulla è cambiato, le regole le detti tu e anche queste sono cose importanti (e potenzialmente nuove).
Passano i giorni, io mi tranquillizzo e con Gnomo Uno e Due andiamo a seguire un laboratorio in un Museo d'Arte Contemporanea. E lì fanno disegnare i bambini con la velina.

TECNICA DEL DISEGNO CON VELINA
In realtà le tecniche sono più di una: quella più diffusa è la semplice sovrapposizione di veline su foglio bianco, incollate in modo che cambino colore l'una sull'altra.
La seconda (quella che abbiamo fatto a museo) è una variante: si fa un disegno con gli acquerelli poi, prima che asciughino si appoggia la velina per pochi secondi. Quando la si toglie il colore lasciato fa dei giochi straordinari.

Autore: Gnomo Due

Autore: Gnomo Uno
Gli gnomi si sono divertiti tanto e continuavano a mettere e togliere veline!! Io ho guardato i risultati e mi sono detta che forse Gnomo Uno il discorso l'aveva capito!

P.S.: ho lavorato per un po' di anni facendo laboratori nelle scuole. Vi dò un consiglio per preservare la fantasia dei vostri bambini: davanti a un loro lavoro non chiedetegli mai cosa hanno rappresentato, è una domanda che serve a noi adulti, non ai bambini!

sabato 20 novembre 2010

MAI PIU' SENZA.... I KAPLA!!

Ecco, sono arrivata anch'io con la mia proposta da rubrica settimanale (ma senza giorno fisso, non riesco a darmi delle scadenze fisse nella vita, figuriamoci col blog), pensando anche a Stima ( e Putrida naturalmente).
Non so voi, ma noi siamo già nel bel mezzo del trip natalizio. Gli gnomi sono già in fibrillazione: appena vedono una lampadina appesa pensano che sia in onore del Natale ("Ma no, amore, quel lampione c'è sempre stato..."). E quindi anch'io presa da questo vortice di: "vorrei questo! Vorrei quello! Ma quanto manca? Ma da dove entra? Ma cosa mangia?", mi sto guardando intorno in cerca d'ispirazione da regalo.
E qui l'illuminazione: vi racconto ogni settimana di un regalo che abbiamo ricevuto e che ha cambiato la vita a me e ai miei gnomi, chissà che anche voi non siate in crisi da regalo e vogliate qualche spunto. Io lo vorrei di sicuro e quindi se volete rilanciare la cosa sul vostro blog, fatemelo sapere che ci linkiamo!!

Quindi parto con il Gioco. Quello che non può più mancare. Quello che ci portiamo anche in vacanza:


Cosa sono i (perché essi sono tanti!) Kapla? Dei legnetti.
Ce li ho! Direte voi.... Ma siete sicuri di avere proprio loro?? Perché loro hanno questa particolarità: le loro misure sono basate sulla progressione dei numeri dispari: cosa vuol dire? Non lo so! So solo che hanno una sola dimensione e che 5 di loro in verticale sono lunghi quanto 1 in orizzontale e questo consente di posizionarli in modo molto stabile. Il tipo che li ha inventati è olandese, ha studiato Arte, amava costruire con i blocchi di legno, ma li trovava tutti inadatti alle sue esigenze e così se li è prodotti.

Mitici blocchi Kapla sparsi
Noi li usiamo sempre, perché come spazzolini non vanno bene se no... E' un gioco che apre mille strade, molte più delle altre costruzioni, e dà tantissime soddisfazioni forse proprio per il fatto che la misura è unica. Così una caratteristica che pare limitante, diviene in realtà la sua forza. Kapla è la mia settimana enigmistica, ci gioco quando sono al telefono e quando devo pensare a come risolvere qualche guaio. Gli gnomi creano dei mirabolanti edifici o strade o stalle o animali....


(le ruote sono giunte da un gioco in agonia...)

E' un po' come il lego. Se volete andate a ruota libera, se no ci sono dei libri con mille idee!! Tipo:



Queste sono alcune nostre creazioni... adesso stiamo pensando di allargare la famiglia dei nostri Kapla, magari comprando quelli colorati, oppure naturali (è legno di pino) e colorandoli noi... Vedremo!
Beh, alla prossima...

P.S.: anche il mio è un AD-FREE BLOG (vi rimando all'interessante questione nata da un post di Natiperdelinquere di cui ho già parlato). Scrivo di giochi con cui gioco e con cui giocano i miei figli, non scrivo sotto contratto, liberamente scrivo di quanto mi piace. Penso che i giochi belli ma di nicchia siano un'occasione in meno per molti e dunque mi piacerebbe farli conoscere, nulla di più. Naturalmente se avrete voglia di raccontare anche voi i vostri giochi, mi piacerebbe che fosse tutto chiaro e alla luce del sole e senza sponsor!!!


venerdì 19 novembre 2010

I VENERDÌ DEL LIBRO

Anche Mamma in Verde partecipa a I Venerdì del libro di Home Made Mamma

Le città bianche di Joseph Roth

"Ho ritrovato le città bianche così come le avevo viste in sogno. Soltanto chi ritrova i sogni dell'infanzia può tornare bambino".

Sono un po' stufetta di questa pioggia incensante. E l'estate mi par già lontana nei secoli. E se proprio devo dirla tutta, non ho proprio l'umore alle stelle e così... mi sono ritrovata tra le mani un libro di uno dei miei scrittori preferiti: Joseph Roth (La leggenda del Santo Bevitore, La Cripta dei Cappuccini sono due titoli tra i tanti).
Le città bianche citate nel titolo, sono i paesi del Sud della Francia, la Provenza in particolare e Roth ci narra di questi meravigliosi paesi. E' un libretto piccolo piccolo (secondo me i capolavori più immensi sono quelli racchiusi in poche pagine). Voi potete aprirlo a caso e sarete inondati da pensieri e da osservazioni interessanti ed evocative:
Tutto è calmo, nessuno si agita. Le ore sembrano scorrere più silenziose e tranquille che altrove. Perfino le sorprese si fanno annunciare. Le gioie sono più intime e sommesse. La morte è accettata come un dono. La vita non ha un valore smisuratamente alto. La vita non vale più di una magra paga settimanale, di una bottiglia di vino a buon mercato, di un cinema la domenica (LIONE)
E' un mio rifugio quando sono triste. E' una mia consolazione, è il viaggio che ogni tanto mi regalo per fuggire davanti alle difficoltà. Così anch'io posso "vedere le città bianche che avevo sognato da ragazzo. La mia infanzia trascorse grigia in città grigie".
Ogni nazione ha le sue città bianche, dove "ci si sente così facilmente a casa propria. E anche chi lascia il paese, porta con sé ciò che di più prezioso una patria può donare: la nostalgia".
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