mercoledì 17 novembre 2010

LO ZAMPULARD ovvero CAVOLO CHE BUONO!

Ho un segreto che voglio svelare e condividere. Nelle cassette autunnali di verdura del GAS, c'è una presenza fissa e costante: il cavolfiore. Ah, io lo amo. Certo, quando lo cuoci per casa c'è un odore che pare siano marcite 30 uova contemporaneamente. Però che buono... e quanto bene fa!!

Piccolo cavolo appena nato:
lo sapevate che viene pronto dopo 9 mesi?

Ora, io ho questo problemino.
Gnomo Uno e il cibo: "Questo no, questo sì ma con su quello, questo no i giorni pari e sì i giorni dispari, questo sì crudo, cotto no".
Gnomo Due e il cibo: "Datemi qualunque cosa possa essere commestibile e io la ingurgiterò con dedizione e assaporandola fino all'ultimo brandello".
Aggiungete un 8meseenne con le pappe e un Grande Capo vegetariano: da spararsi!!
Ma io non mi perdo d'animo e considerando che Gnomo Uno i cavolfiori non li guarda nemmeno disegnati, mi sono inventata lo zampulard: una verdura speciale, che nasce solo su Marte e che viene colta da questo speciale agricoltore che una volta a settimana parte con l'astronave e poi torna portando il miracoloso zampulard proprio nel nostro piccolo negozio bio.
Ora vi scrivo la ricetta del passato di zampulard:


INGREDIENTI per 4-6 persone

  • 1 calvolfiore di media grandezza
  • 1/4 di zucca
  • 2 porri
  • 2 carote
  • 1/2 sedano rapa
  • crostini di pane
  • 2 grattuggiate di zampulard
Ho questa tecnica sul passato (molto affinata): faccio sempre rosolare tutte le verdure a fuoco basso per 5-6 minuti mettendole in pentola man mano le taglio. Quindi: in due cucchiai di olio fate rosolare i porri affettati, le carote, il sedano e infine aggiungere cavolfiore spezzato e zucca tagliata a cubetti. Fare insaporire, aggiungere l'acqua fino a coprire le verdure (questo vi consentirà di avere una giusta consistenza del passato) e salare. Far bollire per 30-40 minuti. Passare e aggiungere i crostini (pan carrè tagliato, condito con olio, steso su carta assorbente e messo in forno).

Pianeta Marte: vedete quella macchia scura là?
E' un campo di zampulard...
Beh, con lo zampulard io vinco sempre. Il passato è arancione (meraviglioso colore, più facile da mangiare!), il sapore è molto particolare, per questo gli gnomi credono che lì dentro ci sia questa magnifica verdura.
E da ultimo le proprietà dello zampulard: fa vincere a memory, i capelli diventano d'acciaio, fa correre o nuotare o calciare come un fuoriclasse, non fa starnutire per almeno tre giorni, fa cambiare la voce e altre amenità scaturite dalla vostra fantasia.
Gnomo Uno ha sei anni e mezzo, adora lo zampulard. E anch'io!!

martedì 16 novembre 2010

LO SCATOLONE FABBRICONE ovvero CREATIVITÀ SOSTENIBILE

Andando alla scuola materna, io e i miei gnomi abbiamo imparato a riutilizzare materiali di scarto. Vi ho già parlato di Reggio Children, questa meravigliosa realtà pensata per i bambini dell'età prescolare e nata dall'unione di società civile e istituzioni pubbliche. All'interno di questo progetto, forse conoscerete anche il centro remida: si tratta di un centro di raccolta e catalogazione di materiali di scarto provenienti per lo più dalla produzione, disponibili a essere presi e rielaborati dalle scuole.
Di centri remida ce ne sono un po' sparsi per tutta l'Italia e offrono spunti interessanti per famiglie e scuole.
Da noi, sia alla materna che alle elementari, i miei gnomi hanno a disposizione un Tavolo Fabbricone dove utilizzare materiali di scarto e inventare l'inventabile. Perché per i bambini è importante riciclare in modo creativo, ma è anche importante lasciare loro la possibilità di farlo in modo continuato per dare loro l'abitudine e per affinare la fantasia.
E così anche a casa abbiamo un angolo fabbricone composto da due 'luoghi': lo SCATOLONE


e il CASSETTONE:


Certo, ci sono infinti PRO rispetto a quest'idea e qualche CONTRO, per esempio scarti degli scarti un po' in giro per tutta la casa, oppure se non ci si sta molto attenti, a furia di attaccare e tagliare ti ritrovi anche tu mamma con qualche pezzo in meno e soprattutto con molti pezzi in più addosso... ma sono tutte cose superabili.
Ecco qualche esempio dei nostri lavori:

Artista: Gnomo Due - Soggetto: Il Pirata


Il Pirata di profilo

Artista: Gnomo Due - Soggetto: Il Pirata Bidimensionale

Artista: Gnomo Uno - Soggetto: Razzo interstellare con motori a fuoco

Artista: Gnomo Uno - Soggetto: Macchina per studiare gli oggetti
(e non chiedetemi altro....)
Mi piacerebbe che i miei gnomi riuscissero a curare questo bagaglio di fantasia senza schemi e senza limiti, è una cosa a cui tengo tanto... almeno qui, nel gioco, niente limiti!!! 
E poi mi viene in mente quella frase di Picasso: "Quando ero piccolo sapevo dipingere come Raffaello, mi ci è voluta però una vita intera per imparare a disegnare come un bambino".
Tutti i nostri bambini sono degli artisti, tuteliamoli!!!
                                       

lunedì 15 novembre 2010

SULLE CADUTE DAL FASCIATOIO ovvero I SENSI DI COLPA

Oggi Gnomo Tre compie otto mesi. In otto mesi di vita ha già collezionato più gibolli degli altri due gnomi suoi consanguinei messi insieme. Tu lo vedi lì, con due occhioni così, seduto nella sua buddhità (nel senso della rotondezza, non certo della divinità...), pacato, riflessivo e all'improvviso: lo scatto di reni, il ciuccio lanciato a metri di distanza, ecco che butta giù la palestrina devastandola, poi colpisce il nido cercando di bucarlo con l'unico dente spuntato e quindi cade, pesta il naso, ma si rialza, urla la sua rabbia, si accanisce non riuscendo a capire perché pur stando in posizione gattoni, non riesce a muoversi, allora cede e si mette a pancia in giù, da due sberle al primo peluche che gli capita sotto tiro e infine riesce a ricomporsi sedendosi di nuovo nella posizione del Buddha. Immobile e guardingo. E io mi chiedo: ma da che pianeta giungi o extraterrestre...
Così era quella mattina, quando mi accingevo a cambiargli il patello e lui, con il solito colpo di remi, proprio mentre mi abbassavo per buttare l'orrido puzzone, decise di farsi un volo, lui pensava al bungee jumping, ma in realtà non ci siamo ancora attrezzati in casa per questa simpatica attività.
E così:


Sì sì, vedete bene... è proprio quel pallino.
Fortunatamente, essendo molto capace di cadere, ha visto bene di tenere sù il capino e quindi niente bozzi strani. A parte quella roba lì: il segno del tappo del Bio Scioglimacchia. Sì, quel detersivo che non si usa mai, che è lì a far polvere, che avevate preso nel 2005 quando il primo gnomo aveva perso sangue dal naso imbrattando i pantaloni della festa.
Quel pallino lì, a distanza di 20 giorni è ancora ben stampato sul faccino. Certo, è diventato oggetto di battute di ogni tipo, per fortuna.  Ma a me è rimasto il senso di colpa, perché forse il segno del tappo non se ne andrà così facilmente. E comincia la mia tiritera: e però non sono stata abbastanza attenta, con gli altri due era diverso, lo sto trascurando, devo dedicargli  più tempo, non si piacerà per colpa mia, e via con amenità del genere...
I sensi di colpa sono una brutta bestia, perché si scavano dentro di te una tana inespugnabile e non c'è ragionamento razionale che tenga, tutto si scioglie davanti all'evidenza della colpa. Io, nel mio piccolo, mi sento un po' la regina in quest'arte, ci sto male davvero e non mi perdono nulla. Lo so che è una malattia diffusa quella del senso di colpa, e mi accorgo sempre più che colpisce più le donne che gli uomini e sicuramente più i genitori di altre categorie sociali. Ma le cose e i sentimenti che si trascinano sono brutti compagni e con loro non si vive bene. Bisogna imparare a riconoscere dove si sbaglia, cercare di rimediare e imparare la lezione piuttosto che crogiolarsi nel dolore di aver sbagliato. Facile scriverlo, mi ci vorrà un'altra vita per praticarlo...

sabato 13 novembre 2010

DORMIRE STRANO

No, non è un post sull'annoso problema della nanna, grande e grosso scoglio per chi abbia bambini compresi tra gli zero e i tre anni (sono stata ottimista, vogliamo fare zero-sei anni?). Ma è una riflessione su quell'immenso universo di sorprese che sono i bambini, anche quando dormono.
E' bello osservarli nel sonno, non conosco genitore che non lo faccia. Con i pancini che vanno su e giù, mentre dormono di lato, a pancia in giù stesi o nella variante pancia in giù sedere in sù, con le braccine su e via dicendo. Con Gnomo Tre ho vinto anche la resistenza eccessiva che avevo nei confronti del lettone, e così ogni tanto mi regalo uno degli spettacoli più belli della giornata, vedere questo bambolotto di sette mesi abbandonarsi al sonno, vivere in diretta la vittoria della nanna.
Far addormentare un cucciolo tra le braccia è un evento che a volte diventa quasi scontato e invece non lo è per niente, quanta fiducia deve avere in noi quell'esserino per abbandonarsi così al sonno?
E vogliamo parlare dei loro visi al risveglio? Con le guanciotte rosse, i capelli improbabili, i segni delle pieghe del cuscino sulla pelle e quei pochi secondi in cui li ritrovi svegli e li abbracci e tutto si immobilizza in quel antico gesto che trasuda amore.
E' bello ogni tanto pensare al sonno dei bambini non come un problema ma come un'occasione in più per amarli...


Gnomo Tre - La sua posizione di sonno preferita: piedi a penzoloni
Gnomo Due - "Ho messo gli occhialetti per sognare il mare!"



venerdì 12 novembre 2010

SULLO SCIOPERO DELLA CULTURA ovvero GRRRRRRR!!!

Girovagando stamattina tra i miei blog preferiti, mi sono imbattuta in questo meraviglioso post di Buntblume dove ho appreso che oggi c'è lo Sciopero della Cultura. Per gridare il mio GRRRRR di disapprovazione per i tagli pubblici in questo settore, pubblico la definizione di cultura VS natura che il libro che recensisco questa settimana (Il libro dei grandi contrari filosofici) dà:

Come parte del grande ciclo della natura, siamo tutti destinati a morire. E poiché la natura ci ha dotato di un cervello più complesso di quello degli animali, sappiamo anche che un giorno moriremo, sebbene la medicina allontani il momento in cui ciò accadrà. Questa certezza ci spinge a dare un senso alla nostra esistenza e a lasciare delle tracce del nostro passaggio sulla Terra. Ecco perché pensiamo, creiamo opere d'arte, inventiamo e fabbrichiamo ogni genere di cose, trasformiamo il mondo, conquistiamo lo spazio e costruiamo tombe per i nostri morti. Perché, se la cultura non ci permette di modificare la nostra natura mortale, ci aiuta però a prenderne coscienza, ad accettarla e a superarla.

giovedì 11 novembre 2010

YIN vs YANG

Questo blog partecipa alla rubrica del giovedì di Stima di Danno.


Il mio YIN: la meticolosa perfezione dei miei appunti, delle mia agende, dei miei quaderni di studio o diari. Sempre la stessa penna, titoli sottolineati allo stesso modo, elenchi puntati perfettamente allineati.


Il mio YANG: la mia macchina incasinata all'inverosimile. Gli gnomi sono abituati a trovarci di tutto, giochi, cd, pastelli e fogli, libri da leggere, ombrelli e creme da sole. Ridete ridete, intanto se succede una catastrofe noi sappiamo dove rifugiarci! Ci deve essere anche molto cibo e acqua sotto quei sedili...

mercoledì 10 novembre 2010

FUORI TUTTI!

Questo pomeriggio gli gnomi grandi erano come leoni liberati dalle gabbie. Tornati da scuola e asilo si sono buttati a capofitto in cortile: sgommate in bici, pallonate al cielo, corse scatenate tipo indemoniati e poi hanno trovato il gioco più bello che si possa mai immaginare..... un nastro rosso!!



Ci può essere al mondo cosa più bella? Hanno pensato. Nooooo! E così hanno cominciato a scorrazzare tipo trenino, poi ad avvolgerlo sopra ogni cosa e poi... magia delle magie: si è diviso a metà!! Grande giubilo! Uno per uno!! Adesso sì che c'era la reale possibilità che si strozzassero, cadessero inciampando, componessero nodi infiniti....
E invece, mentre piano piano il buio si insidiava tra di noi, gli gnometti hanno appeso i nastri. Mi è venuto naturale offrire loro delle mollette...




E cosa hanno scelto di stendere? Quelle cose meravigliose che cadono dal cielo e più in particolare, dagli alberi: le foglie. Foglie da mostrare a tutti, perché in effetti, tutte lì alla rinfusa, come si fa ad apprezzarle?


E così il buio è definitivamente calato su di noi. Io che ero così triste oggi, diciamo un po' sconfortata dagli eventi, mi sono sentita un calore dentro. Avevo le mani fredde, la goccia al naso, quella del primo freddo che ci coglie di sorpresa, passavo mollette, affrancavo nastri e pensavo che il gioco ci salverà. Sì sì, adesso ne sono sicura: giocare ci salverà. Grazie gnomi...

UN FINOCCHIO PER COLTELLO

E' purtroppo noto ai più come il nostro Presidente del Consiglio sia abituato a fare 'battute' poco spiritose, ma soprattutto molto irrispettose, su molte categorie sociali e umane (non da ultima direi quella delle donne...). Per questo un gruppo di food-blogger (tra cui la gaia celiaca) ha deciso di lanciare questa iniziativa che ho conosciuto grazie a Desian. In sostanza per testimoniare il dissenso hanno chiesto ai blogger di postare una ricetta che abbia come ingrediente principale il finocchio, oppure ai blog non food di   postare un intervento.
Io parto con la ricetta (presa da Deliziose ricette per i primi 3 anni di vita di G. Pietra), adatta ai bambini, perché come discutevamo in un altro post, è da bambini che si impara che non bisogna spaventarsi nel ritrovare in se stessi una parte che appartiene a un genere diverso.

INGREDIENTI per 4 persone
  • 4 finocchi
  • 50gr di emmenthal grattugiato
  • 50 gr di parmigiano reggiano
  • 1 cucchiaino di erba cipollina
  • latte
Pulire i finocchi, tagliarli a metà e cuocerli a vapore o bollirli. Scolateli, lasciateli intiepidire e scavateli al centro in modo da ottenere 8 scodelline.
Passate al mixer la polpa asportata dei finocchi e frullatela con i formaggi, l'erba cipollina e qualche cucchiaio di latte, in modo da ottenere un composto omogeneo. Salate.
Ungete di burro una pirofila, disponetevi le barchette riempite con il composto di formaggio, cospargete con il pangrattato.
Cuocete per 30 min. a 180°.
Buon appetito, Mr. B!


lunedì 8 novembre 2010

LA SETTIMANA DEL BARATTO

Oh, il baratto... che meraviglia! E' stata Coccole di rugiada a farmi conoscere questa splendida settimana organizzata da alcuni B&B (vedi QUI).



Noi il baratto l'abbiamo già sperimentato, in particolare con gli gnomi. Nella loro scuola dell'infanzia abbiamo organizzato negli anni passati il baratto dei libri e ora ci è venuta voglia di riproporla proprio durante la settimana dal 15 al 21 novembre. Imparare a scambiare è fondamentale, secondo me, per la formazione di qualsiasi persona, in particolar modo per i bambini... Cercare di aiutarli a staccarsi dagli oggetti per alzare lo sguardo sul mondo. Cercare di vedere gli oggetti per quelli che sono e tentare di dare loro valore proprio nello scambiarseli.
Inoltre quest'anno vorrei proporlo anche alla scuola primaria, perché anch'io Sostengo la Scuola Pubblica, come MammaFelice. Da quando gli gnomi sono nati, dal nido alle elementari, lotto con altre mamme e papà per sostenere questo sogno di scuola per tutti. Penso che il baratto sia un bel modo per educare i bambini e per rafforzare i legami tra genitori e per fare questo il luogo ideale è la scuola.
Se avete anche voi questa possibilità, chissà, magari anche voi avreste voglia di organizzare un piccolo baratto scolastico... fatemi sapere...

sabato 6 novembre 2010

SULLE PALLINE DI LANA OVVERO ANCHE I MASCHI LO POSSONO FARE...

Oggi è il giorno che dedico al mio piccolo grande gnomo. Due ore di sabato, solo io e lui, senza fratelli in circolazione. E' una cosa che faccio con tutti e tre e che aiuta me a smorzare i sensi di colpa dell'essere sempre di corsa con tutti, e che aiuta loro perché vedono che io ci sono, anche se a volte sono tagliata in tre!
E così siamo andati in questo laboratorio dove si producono mostri, fatine, palline strane, fantasmi, elfi e altre creature meravigliose. Oltretutto il laboratorio era ispirato ad un mio mito: Hayao Miyazaki, autore dei meravigliosi film di animazione La città incantata, Il castello errante di Howl nonché della prima serie di Lupin III.
Siamo andati belli allegri e abbiamo iniziato subito a stendere la lana e appallottolarla e bagnarla e infeltrirla... come due vecchie comari parlavamo di tutto e affondavamo le mani nella morbida e colorata lana. Abbiamo iniziato con una cosa semplice, prendendo spunto dalle palline di fuliggine de La città incantata:




Diciamo che parlando, tagliuzzando e vedendo tutto quel meraviglioso materiale a nostra disposizione le nostre palline di fuliggine sono diventate un po' diverse dal soggetto iniziale.

                                      


Quella dello gnomo è quella rossa, praticamente un arrabbiato domatore di leoni con cappello a cilindro e baffi. La mia invece è quella verde... ispirata a Waterman, eroe dei fumetti di Spongebob (che pozzo di cultura sono, eh...)


Mentre lavoravamo e ingolfavamo la lana, mi sono accorta di essere l'unica mamma che accompagnava un bambino. Maschio dico. E l'insegnante, neanche mi avesse letto nel pensiero, dice: "Ah, lo gnomo è l'unico maschio!!". Io ho guardato il suddetto maschio che continuava imperterrito a lavorarsi il suo domatore, incurante della sua unicità mascolina e sono stata fiera di lui. 
Abbiamo tre figli maschi, che cerchiamo di crescere senza preconcetti di sorta, men che meno quello di genere, soprattutto visto che il  genere maschile singolare nel mondo è già fin troppo utilizzato... Sono fiera che non facciamo solo "cose che maschi", ammesso e non concesso che esistano. Abbiamo bambole e cucina, cuciamo e decoriamo con i glitter... e poi siamo pieni di spade e guantoni da box e tutto questo marasma è bello da vedere. Penso che anche le bambine abbiano spesso voglia e diritto di giocare con macchinine, seghetta da traforo e, perché no, spada. 
Quindi ho rimesso gli occhi sul mio Waterman e ho continuato a infeltrire, felice e contenta!!

                           


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